Anisocitosi: le cause principali, sintomi e valori normali

L'anisocitosi è una patologia dei globuli rossi. Gli eritrociti si presentano come irregolari, con un volume inferiore o superiore alla norma. Le cause principali sono da ricercare nella carenza di ferro. Si può curare con un apporto maggiore di vitamine e minerali.

Anisocitosi: le cause principali, sintomi e valori normali

L’anisocitosi è una patologia che colpisce i globuli rossi, i quali nei pazienti affetti da questa condizione clinica si presentano con una forma irregolare. Gli eritrociti, in condizioni normali, sono tutti uniformi. Se sono più grandi rispetto alla norma parleremo di macrocitosi. Se i globuli rossi sono più piccoli rispetto ai valori standard di riferimento si parlerà di microcitosi.

Le cause dell’anisocitosi possono essere molteplici. Nella maggior parte dei casi essa è dovuta ad un cambiamento nell’alimentazione. La dieta seguita non fornisce un corretto apporto nutritivo e di conseguenza i globuli rossi ne risentono, soprattutto quando al nostro organismo mancano: Ferro, Vitamina B12, Vitamina B6 e Vitamina A.

Questa patologia, però, può essere dovuta anche ad altre malattie ad essa strettamente correlate come: l’anemia sideroblastica, l’anemia di Diamond-Blackfan, l’emoglobina di Bart, la sindrome mielodisplastica e la microcitemia. Per i pazienti che hanno già una predisposizione o che hanno un deficit di vitamine e minerali, essa può comparire dopo una trasfusione di sangue.

Anisocitosi: una patologia che colpisce i globuli rossi
L’anisocitosi è una patologia che colpisce i globuli rossi variandone la forma

Come si manifesta l’anisocitosi

I sintomi sono numerosi, le persone che soffrono di questa patologia possono manifestare: stanchezza persistente, difficoltà respiratoria, battiti accelerati. Altri sintomi sono: pallore diffuso, lingua bianca, ipotermia, letto ungueale bianco, vertigini, emicrania.  Le mani e piedi dei pazienti sono sempre freddi. Le anomalie degli eritrociti si possono presentare anche nelle donne in stato di gravidanza.

Diagnosi

Per diagnosticare questa patologia è indispensabile effettuare le analisi del sangue con l’emocromo. Se viene rilevato un valore difforme è opportuno effettuare anche altre analisi come il dosaggio delle vitamine, la sideremia e il pielogramma. Questi approfondimenti consentono di appurare la completa distribuzione dell’emoglobina nel sangue.

Indice di anisocitosi: valori di riferimento

I valori di riferimento sono quelli di MCV e RDW che indicano rispettivamente Mean Corpuscolar Volume e Red cell Distribution Width. L’MCV fornisce indicazioni sul volume dei globuli rossi. L’RDW indica come gli eritrociti sono distribuiti nell’organismo. L’indice di anisocitosi RDW è compreso tra l’11 e il 15%. Se l’indice supera questa percentuale vuol dire che la dimensione degli eritrociti è irregolare. Nei valori normali di MCV il valore deve essere compreso tra 80 e 100. Se è inferiore ad 80 parleremo di microcitosi, se è superiore a 100 di macrocitosi.

L'indice di anisocitosi deve essere compreso tra l'11 e il 15%
L’indice di anisocitosi deve essere compreso tra l’11 e il 15%

Dopo aver effettuato le analisi ed i relativi approfondimenti, il medico deciderà la terapia da intraprendere, in base alla causa scatenante della malattia. Nella maggior parte dei casi si tratta di un’assunzione di integratori alimentari o un cambiamento della dieta. Non mancano, però, le terapie con compresse specifiche, per tenere sotto controllo la variazione di eritrociti.

Alimentazione: cosa mangiare

L’anisocitosi lieve molto spesso è dovuta ad una carenza di vitamine e minerali per l’organismo. Molto spesso questa patologia compare quando manca il ferro e le vitamine del gruppo A e B. Un rimedio alla comparsa di questa condizione clinica è quello di seguire un’alimentazione ricca di ferro e di apporti nutritivi.

E’ consigliabile assumere la carne rossa almeno due volte alla settimana. La frutta secca come mandorle e noci va assunta regolarmente. I legumi almeno due volte alla settimana. La frutta e la verdura dovranno essere assunte almeno due o tre volte al giorno. Il pesce dovrà essere consumato con regolarità e una volta al giorno ci si potrà concedere il piacere del cioccolato, che dovrà essere fondente.

Anisocitosi in gravidanza

Si tratta di una condizione abbastanza comune. Già dalle prime analisi si possono ravvisare delle difformità negli eritrociti. Questa patologia può comparire nelle gestanti, anche se non ne hanno mai sofferto prima. I sintomi non appaiono molto evidenti, perché si possono confondere con quelli tipici delle prime settimane di gravidanza. E’ opportuno tenere sotto controllo i valori di riferimento, aiutandosi con l’alimentazione. E’ opportuno assumere porzioni di frutta e verdura ad intervalli regolari.

L'anisocitosi è una condizione molto comune in gravidanza
L’anisocitosi è una condizione molto comune in gravidanza

Durante la gravidanza l’anisocitosi si può presentare come conseguenza dell’anemia. Molti ginecologi infatti, consigliano l’assunzione di acido folico e una terapia costituente a base di ferro nel corso della gestazione. E’ importante non sottovalutare i valori difformi che compaiono nell’emocromo. Ci potrebbero essere delle conseguenze per la mamma e per il nascituro, soprattutto per il midollo spinale e il cervello. La funzione principale dei globuli rossi è quella di trasportare ossigeno. In queste condizioni l’apporto diminuisce, con conseguenze sull’intero sistema fisiologico della gestante e del feto.

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