Ferritina bassa in gravidanza: sintomi, cause e cosa mangiare

La ferritina bassa viene diagnosticata quando i livelli nel sangue sono al di sotto dei valori di riferimento. E' un fenomeno molto frequente in gravidanza e può essere molto rischioso per il feto. E' importante curare anche l'alimentazione.

Ferritina bassa in gravidanza: sintomi, cause e cosa mangiare

La ferritina bassa, nota anche come ipoferritinemia, viene diagnosticata quando i livelli di ferritina nel sangue risultano essere al di sotto dei valori di riferimento. Nelle donne in gravidanza, il fenomeno è molto frequente perché il ferro è tra gli elementi necessari al feto per svilupparsi. Per questo motivo, è fondamentale che la futura mamma segua anche un‘alimentazione che tenga conto del bisogno del bambino di vari nutrienti come le proteine, le vitamine e i minerali.

I valori normali della ferritina in una donna sono compresi tra 20 e 120 nanogrammi/mL, mentre in una donna in gravidanza bisogna considerare anomalo il valore che scende al di sotto dei 10 g/dl.

Come per tutte le persone, anche nelle donne in gravidanza l’abbassamento dei livelli del ferro può causare l’anemia e manifestarsi in maniera evidente, o essere asintomatica.

Specialmente in gravidanza, la carenza di ferro può essere rischiosa.

L'affaticamento è un sintomo molto comune con la ferritina bassa
La ferritina bassa in gravidanza può determinare affaticamento

Ferritina bassa in gravidanza: sintomi

La ferritina bassa in gravidanza, quando è evidente una sintomatologia, si manifesta con diversi sintomi. Tra quelli più evidenti ci sono il pallore della pelle, delle mucose e degli occhi, malessere generale e affaticamento, tachicardia e affanno, mancanza di forza muscolare, dolori ai muscoli, alle ossa e alle articolazioni, cefalea, vertigini, perdita di conoscenza, milza ingrossata, afte, irritabilità, sindrome delle gambe senza riposo e poca concentrazione.

Questi sintomi non devono essere sottovalutati in caso di gravidanza perché l’eventuale mancanza di ferro potrebbe comportare gravi conseguenze alla mamma e al bambino.

Cause

L’anemia è molto comune durante la gravidanza perché il feto ha bisogno del ferro per svilupparsi, specialmente nel secondo e nel terzo trimestre. Le cause possono essere differenti. Tra queste quelle più frequenti sono le gravidanze gemellari, la placenta previa, in cui la placenta è inserita in corrispondenza del segmento inferiore dell’utero e provoca dei sanguinamenti, il processo di emodiluizione fisiologica, la presenza di fibromi uterini che provocano delle piccole perdite di sangue.

Anche l’abuso di caffè e tè o di sostanze ricche di zinco e calcio possono causare l’abbassamento dei livelli del ferro nel sangue, specialmente in gravidanza.

Il caffè e il te limitano l'assimilazione del ferro
L’abuso di caffè o tè può causare l’abbassamento del ferro

Ferritina bassa in gravidanza: conseguenze

Il ferro è fondamentale per la sintesi dell’emoglobina, proteina responsabile del trasporto dell’ossigeno da parte dei globuli rossi. Quando viene riscontrata una carenza del minerale le conseguenze per il feto possono essere molto gravi. Prima tra tutte, la ferritina bassa può comportare difficoltà di ossigenazione del feto, determinare un parto prematuro, diminuizione del peso corporeo del bambino, sviluppo di patologie cardiovascolari, dimensioni ridotte del cranio.

Altre conseguenze possono rivelarsi con lo sviluppo del bambino, come problemi di pressione sanguigna e di obesità.

Le conseguenze di un’anemia incidono anche sulla salute della mamma. Frequenti sono i casi in cui si abbassa la funzionalità della tiroide (ipotiroidismo).

Diagnosi

In gravidanza sono frequenti i controlli del sangue e delle urine, anche per verificare le condizioni del ferro. Gli esami del sangue necessari in gravidanza servono a controllare specialmente i valori di emocromo, sideremia, ferritinemia e transferrinemia.

In gravidanza bisogna prestare particolare attenzione all'alimentazione
Bisogna scegliere alimenti ricchi di ferro, vitamine e minerali

Cosa mangiare con la ferritina bassa

Se i valori del sangue riferiti al ferro sono troppo bassi bisognerà assumere degli integratori già dal 2° trimestre. Questi devono essere assunti a stomaco vuoto, lontano dai pasti, per essere efficaci.

Il fabbisogno giornaliero di ferro, durante la gravidanza, aumenta fino al 30% in più rispetto alla condizione normale.

L’integrazione alimentare però non è sufficiente: bisogna associare anche un regime alimentare adeguato affinché l’organismo riesca ad assorbire il ferro.

Una dieta equilibrata, in questi casi, comprende alimenti ricchi di ferro, di vitamine (Vitamine del gruppo B e Vitamina C) incluso l’acido folico (Vitamina B9).

Tra gli alimenti più ricchi di ferro troviamo carne rossa (specialmente fegato bovino), selvaggina, uova, pesce, legumi (lenticchie, fagioli, ceci, soia), cereali (sesamo, germe di grano, fiocchi d’avena), verdure a foglia larga (spinaci, ortica), frutta fresca, frutta secca, cioccolato amaro.

Per favorire l’assorbimento del ferro è utile associare alimenti ricchi di vitamina C ed acido folico. Tra questi gli ortaggi, i pomodori, i peperoni, i cavoli, la rucola, gli agrumi (arance, limoni, mandarini, pompelmi), i frutti di bosco, i kiwi, le fragole, le ciliege.

Anche il lievito di birra può aiutare ad aumentare il valore del ferro.

Da evitare sono gli alimenti che possono rendere difficile l’assimilazione del ferro. Tra questi troviamo anche il tè e il caffè, i cibi ricchi di fibre e di calcio (latte e derivati).

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