Sono passati quasi 4 anni dall’inizio della pandemia, un evento epocale che ha tenuto sotto scacco il mondo per anni. Il Covid 19 è stato uno spauracchio che ha prodotto conseguenze nefaste per miliardi di persone, sottoposte a restrizioni durissime e a grandi sofferenze a causa di una malattia che si è riusciti ad arginare a fatica.
Con il passare del tempo il virus è diventato endemico e non fa più paura come in passato. Occorre però prestare ancora molta attenzione alle varianti che sono sempre in agguato e che suscitano una certa preoccupazione nella comunità scientifica.
A distanza di anni da quell’indimenticabile marzo 2020, il virus non è stato ancora debellato del tutto e continua a manifestarsi in forme nuove. In questi mesi sono state segnalate diverse varianti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha tenuto sempre alta l’attenzione della comunità scientifica, segnalando le mutazioni potenzialmente più pericolose.
In queste settimane l’attenzione si è rivolta alla nuova variante HV.1, una delle sottovarianti di EG.5., meglio nota come Eris. Quest’ultima è diventata prevalente a livello globale, ma secondo gli esperti sta per essere scalzata proprio da HV.1. Con il ritorno dello spauracchio del Covid, si parla nuovamente di nuove misure contenimento dei contagi e di vaccini.
Come riconoscere la variante HV.1? Ancora una volta ci sono dei sintomi precisi che si presentano nei pazienti e ai quali prestare subito attenzione. A fare il punto della situazione sulla nuova variante ci hanno pensato gli esperti: ecco le ultime novità nella pagina successiva.