In queste ore è stato pubblicato uno studio molto interessante su questa nuova variante. Si cerca di trovare delle risposte alla nuova impennata di contagi in tutto il mondo, che preoccupa non poco quando si parla di Covid.
In queste settimane sembra essersi diffusa una nuova variante: la HV.1. Nel tracciamento delle varianti effettuato dai Centri di controllo delle malattie (Cdc) a fine settembre, negli Stati Uniti la HV.1 è passata in due settimane dal 7-8% al 12.9%.
Intervenuto ai microfoni di Adnkronos, Massimo Ciccozzi, il responsabile dell’Unità di Statistica medica ed Epidemiologia della facoltà di Medicina e chirurgia del Campus Bio-Medico di Roma, ha fatto il punto della situazione spegnendo innanzitutto i soliti allarmismi.
“Potrebbe accadere che la variante originaria EG5 si stabilizza, come accaduto con Omicron, e crea una serie di sottovarianti, tipo questa. Una cosa è certa, però a livello di evasione del sistema immunitario si comporta come l’intera famiglia Omicron. L’unica che un po’ si distingue immunogeneticamente da tutte le altre è Pirola , ma HV.1 è una sottovariante di EG5, quindi non mi preoccuperei più di tanto”- ha commentato Ciccozzi invitando tutti alla calma.
In futuro continueremo a fare i conti con tante altre nuove varianti, ma non saranno mai virulente come il virus originario. I sintomi ai quali prestare attenzione e che insorgono sin dalle battute iniziali dell’infezione sono sempre i seguenti: mal di gola, naso che cola, naso chiuso, starnuti, tosse secca o grassa, mal di testa, raucedine, dolori muscolari e senso dell’olfatto alterato.