Ureaplasma urealyticum: come si prende, sintomi e cura

L’ureaplasma urealyticum è un piccolissimo batterio che provoca un'infezione delle zone genitali maschili e femminili a seguito di rapporti sessuali. Come conseguenza si avverte dolore durante la minzione, ma anche durante e dopo un rapporto con il partner.

Ureaplasma urealyticum: come si prende, sintomi e cura

L’ureaplasma urealyticum è un piccolissimo batterio che appartiene alla famiglia dei micoplasmi. Questo batterio tende a annidarsi e colonizzarsi specialmente nelle zone mucose genitali dei soggetti sessualmente attivi, maschili e femminili. Piccole colonie possono trovarsi anche nel tratto faringeo.

Con l’alterazione della flora microbica vaginale, l’ureaplasma può causare l’infiammazione dell’uretra (nell’uomo) e della vagina (nella donna). Come conseguenza può causare, se non riconosciuta o non trattata tempestivamente, la malattia infiammatoria pelvica. Se nell’uomo è frequente l’uretrite, nella donna sono frequenti endometriosi e vaginosi.

Le donne sono maggiormente colpite nella microflora vaginale, specialmente tra i 20 e i 50 anni d’età, ma è spesso diagnosticato anche tra i bambini e gli anziani.

Questa infezione, molto contagiosa, è trasmessa principalmente attraverso i rapporti sessuali vaginali, anali o orali.

I sintomi possono essere differenti ma, una volta riconosciuta la causa si può curare con delle terapie farmacologiche e con la prevenzione.

I rapporti sessuali sono la causa principale dell'ureaplasma urealyticum
L’infezione dell’ureaplasma urealyticum viene principalmente trasmessa con i rapporti sessuali

Come avviene il contagio dell’ureaplasma urealyticum

Generalmente l’ureaplasma urealyticum viene trasmessa per via sessuale ma anche attraverso il contatto del sangue, della saliva e durante il parto.

Il periodo di incubazione, dopo la trasmissione per via sessuale, è stimato in genere tra i 10 e i 20 giorni.

Sintomi e conseguenze dell’ureaplasma nella donna

Nella donna, i sintomi possono essere diversi e riconducibili alle classiche infezioni genitali sessualmente trasmissibili. I più frequenti sono il bruciore durante la minzione, il bruciore vaginale, perdite vaginali di colore giallastro, dolore curante e dopo i rapporti sessuali. In alcuni casi, tuttavia, può essere asintomatica.

Come conseguenza dell’infezione da ureaplasma urealyticum, nella donna possono insorgere diverse infezioni: dalla vaginosi batterica, alla malattia infiammatoria pelvica o la sindrome uretrale.

La vaginosi batterica è un’infezione molto comune tra le donne come conseguenza di uno squilibrio nei microrganismi presenti nella zona vaginale. Questa infezione avviene quando c’è una diminuzione dei Lactobacilli, che hanno la funzione di mantenere la zona vaginale leggermente acida, proteggendola dallo sviluppo dei batteri cattivi.

La malattia infiammatoria pelvica, o PID, è un’infezione che colpisce l’utero, le tube di Falloppio e altri organi riproduttivi. Può provocare sterilità, gravidanze extrauterine, dolore pelvico cronico e ascessi. Può causare infertilità.

Nei pazienti con alterazioni o compromissioni del sistema immunitario, l’infezione può estendersi alle alte vie urinarie colpendo sia i reni che le ossa. Come conseguenza si potrà soffrire anche di artriti.

Tra i sintomi dell'ureaplasma c'è il dolore durante la minzione
La donna avverte dolore anche durante la minzione a causa dell’ureaplasma

Urealplasma in gravidanza

Se questo batterio si sviluppa durante la gravidanza può determinare rischio di contagio per il bambino.

Come conseguenza possono esserci aborti, nascite premature e altri problemi di salute per il bambino. Sulla trasmissione madre-figlio, sono infatti stati riscontrati casi di meningite neonatale e polmonite neonatale.

Infezioni connesse

Questo tipo di infezione, in genere, si manifesta nelle donne insieme ad altre infezioni causate da microorganismi diversi. Oltre alla ureaplasma urealyticum, possono concatenarsi infezioni come il Mycoplasma hominis, la Gardnerella vaginalis, la Chlamydia trachomatis ed altri ancora.

L'ureaplasma urealyticum durante la gravidanza può determinare rischio di aborti, nascite premature e altri problemi di salute al bambino
L’ureaplasma urealyticum in gravidanza è rischiosa per il bambino

Diagnosi e Cura

La diagnosi avviene attraverso l’esecuzione dei tamponi vaginali e di un antibiogramma. È molto importante che se viene diagnosticata questo tipo di infezione si esegua un tampone uretrale anche al partner per confermare o escludere la presenza del batterio.

La terapia si basa sulla somministrazione di antibiotici scelti dal medico in base ai risultati del test. Il farmaco che solitamente viene prescritto è la tetraciclina. Tuttavia, poiché questi batteri sono molto resistenti, questo farmaco può essere associato ad altri. Tra questi la azitromicina, la doxiciclina e la minociclina.

Questi farmaci dovrebbero essere assunti pure dal partner, anche se non dovessero manifestarsi i sintomi apertamente.

L'ureaplasma urealyticum può essere prevenuta con l'uso del preservativo
L’uso del preservativo può evitare il contagio dell’ureaplasma urealyticum

Prevenzione

La prevenzione si basa principalmente sul rispetto delle regole igieniche e di comportamento quotidiano basilari.

L’uso di sostanze a pH non acido o ad attività anti-lattobacillare per l’igiene intima possono facilitare l’infiammazione da ureaplasma urealyticum, così come le irrigazioni, gli spray igienizzanti, i saponi e i talchi profumati. Quando si pulisce ed asciuga la zona vaginale, bisognerebbe eseguire un movimento che dall’avanti procede all’indietro e non viceversa, al fine di evitare infezioni.

Bisognerebbe evitare di indossare biancheria intima sintetica, jeans e pantaloni troppo stretti perché trattengono calore ed umidità creando un ambiente favorevole alla proliferazione dei batteri.

È fondamentale inoltre astenersi dalle pratiche sessuali finché non viene accertata la guarigione ed utilizzare un’adeguata protezione durante i rapporti sessuali, specialmente se si cambia partner con frequenza.

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