L’estate 2025 ha esordito con un’ondata di calore intensa e persistente, imponendosi già nei primi dieci giorni di luglio con condizioni meteorologiche eccezionalmente stabili e temperature elevate su tutto il territorio nazionale.
Tra il 4 e il 6 luglio si sono registrati i picchi più alti, segnando una partenza estiva tra le più calde degli ultimi anni. Ma non si è trattato soltanto di un disagio termico: le conseguenze sono state tangibili anche sul piano sanitario e ambientale. La Protezione Civile ha innalzato al livello massimo l’allerta caldo in 18 città italiane, mentre in Sardegna si sono verificate le prime vittime collegate alle temperature estreme.
L’alta pressione che ha dominato l’area mediterranea ha garantito stabilità, ma ha anche accentuato il rischio di siccità e stress per anziani e soggetti fragili. Ora, però, la situazione sta per cambiare radicalmente. Con il progressivo cedimento dell’anticiclone e l’ingresso di masse d’aria instabile da Ovest, una nuova allerta meteo è stata diramata per le prossime ore.
Questa volta il pericolo non arriva dal caldo, ma dai fenomeni estremi che potrebbero scatenarsi con violenza in diverse regioni della Penisola. In particolare, le previsioni indicano un rischio elevato di tornado, grandinate e nubifragi, soprattutto lungo il versante tirrenico e sulla Pianura Padana occidentale.
Il passaggio repentino da un clima torrido a uno instabile rende lo scenario ancora più insidioso: i contrasti termici potrebbero alimentare tremende calamità. L’ultimo bollettino ufficiale della Protezione Civile è da brividi: “Spazzerà via tutto…”. Ecco tutti i dettagli nella pagina successiva.