Il calciatore 26enne Mattia Giani si è spento lunedì all’ospedale di Careggi, a Firenze, dopo aver accusato un malore il giorno precedente, domenica 14 aprile, allo stadio comunale di Campi Bisenzio, in provincia di Firenze. Un lutto forte, improvviso, per il mondo calcistico italiano e per tutti noi che abbiamo letto la sua storia col cuore infranto.
Si è sentito male sul campo da gioco, mentre stava disputando la partita contro il Lanciotto a Campi Bisenzio, e per lui, purtroppo, non c’è stato nulla da fare, in quanto è stato strappato alla dimensione terrena poche ore dopo il malore.
Sul corpo senza vita del povero Mattia è stata eseguita l’autopsia, dal medico legale Beatrice Defraia, e i risultati sono stati consegnati all’Istituto di medicina legale di Firenze, depositandoli in Procura tra 90 giorni.
L’esame autoptico dovrà chiarire cosa ha causato la dipartita del calciatore. Intanto, è stato aperto un fascicolo per omicidio colposo, con la nomina di due consulenti. Bisognerà chiarire, una volta per tutte, se il 26enne aveva una patologia che gli esami sull’idoneità sportiva avrebbero potuto individuare o se il decesso è avvenuto per un qualcosa di improvviso , dunque di sopraggiunto e imprevedibile.
Durante la camera ardente del calciatore è successo un qualcosa di davvero forte che non è passato inosservato ai riflettori e alla stampa. Vediamo insieme cosa è accaduto .