Mattia Giani, è successo durante la camera ardente del calciatore (2 / 2)

La camera ardente di Mattia Giani, il calciatore 26enne deceduto  in seguito al malore che lo ha colpito domenica scorso mentre stava giocando la partita del campionato di Eccellenza tra Lanciotto Campi e Castelfiorentino, squadra in cui il giocatore militava,   ha portato in città un ‘enorme flusso di gente. Tutti  i presenti  non hanno potuto fare a meno di trattenere le lacrime.

Troppo forti, i momenti in cui,  con lo sguardo rivolto alla bara, si fatica a pensare che Mattia, ragazzo stupendo e promettente calciatore, se ne sia andato così, di botto, strappato all’affetto di chi gli voleva bene.   Dopo la riconsegna della salma ai familiari, il feretro, da  sabato mattina.  si trova nella Cappella della Divina Grazia a San Romano per permettere a parenti e amici l’ultimo saluto.

Lunedì mattina alle 10 si svolgeranno i funerali nella chiesa parrocchiale e, per l’occasione, il comune di  San Miniato ha proclamato il lutto cittadino. In una nota si legge: “Ldi Mattia Giani ha sconvolto il mondo del calcio e addolorato tutta la Città di San Miniato –  certa di interpretare un cordoglio genuino e profondo di tutta la comunità, l’amministrazione, durante i funerali che si celebreranno nel Santuario della Madonna di San Romano a Montopoli in Val d’Arno, lunedì 22 aprile alle ore 10, invita gli esercenti di Ponte a Egola e San Romano a tenere le saracinesche abbassate in segno di lutto. Inoltre, le bandiere del Palazzo Comunale saranno listate a lutto e, al Consiglio comunale del 23 aprile, sarà osservato un minuto di silenzio”.

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Tantissimi i messaggi  di cordoglio pervenuti, tra cui è impossibile non  commuoversi dinnanzi a quello del  fratello Elia,  anche lui calciatore, che via social gli ha detto addio con queste parole: “Ciao Matti, fratellone mio,  sono giorni che cerco di scrivere di te ma ho paura di non essere in grado di esprimere ciò che sei stato. Lo sai.. non siamo mai stati di tante parole ma ci bastava uno sguardo per capirci. Sei stato dal primo giorno il mio esempio, con la tua umiltà, il tuo rispetto e la tua bontà. Per la nostra stessa passione che ci ha trasmesso babbo, non abbiamo vissuto la quotidianità di tutti i giorni ma siamo sempre stati uno la spalla dell’altro. Mi auguro di arrivare ad essere almeno la metà dell’uomo che sei stato, e di insegnare un giorno ai miei figli i tuoi stessi valori. Sono e sarò sempre orgoglioso di te. Adesso prendimi per mano e conduciamo questa nuova vita insieme. Ti voglio bene”.

Il mondo del calcio è in lutto, ma di riflesso tutti noi, italiani, che abbiamo seguito la storia di questo povero ragazzo,  abbiamo sperato in un miracolo e che oggi siamo qui a piangere per lui, stringendoci ai suoi familiari.  Le nostre più sentite condoglianze. Riposa in pace. Mattia.