La cronaca si ha restituito l’ennesima storia che, in men che non si dica, ha occupato i principali quotidiani e il siti d’informazione, innescando un’inevitabile ondata di polemiche. In tantissimi sono gli utenti che, attraverso dei commenti velenosi, hanno fatto sentire la loro indignazione, dando sfogo alla loro rabbia, mista ad incredulità e sconcerto.
Tutti coloro che si sono imbattuti in questa vicenda non hanno potuto far a meno di chiedere delle sanzioni davvero forti verso chi ha commesso un simile atto (di cui vi parleremo nel proseguimento dell’articolo), poiché parliamo di una delle piaghe della nostra società come movente.
Che i defunti non possano riposare in pace è cosa nota. Lo dimostrano gli infelici episodi di tombe profanate, di bare abbandonate a se stesse, di distruzioni di lapidi ma stavolta il tutto è avvenuto ben prima dell’arrivo della salma al cimitero, il che è davvero inconcepibile.
Parliamo di un gravissimo fatto, commesso da chi è omofobo. La sola parola omofobia, contro la quale ci si sta battendo da anni, è l’avversione irrazionale nei confronti dell’omosessualità, della bisessualità e della transessualità che è sfociata in un episodio balzato alla cronaca nazionale proprio in queste ore.
Sul web non si fa che parlare di un manifesto funebre imbrattato da insulti omofobi. Non ci resta che vedere, in dettaglio, chi è stato, ossia chi è il colpevole, nella seconda pagina del nostro articolo, ripercorrendo l’intera vicenda che ha letteralmente raggelato i lettori.