Il manifesto funebre di Adriano Canese protagonista delle prime radio “libere” locali del Piemonte. I modi garbati, la voce gentile, lo sguardo sorridente e luminoso, incollato sul necrologio affisso su una bacheca comunale di Pinerolo in piazza Santa Croce, a pochi minuti a sudovest di Torino, ha creato non poco scalpore sul web. Doveva essere un manifesto d’addio terreno, invece è stato “macchiato” da un adesivo con la scritta omofoba “fr*ci” dal momento che non c’è più rispetto nemmeno per la morte. Il defunto, nel lontano 1975, era stato tra i fondatori di Radio Koala che divenne una voce importante in città.
Assieme al suo compagno, Corrado Brun, aveva condiviso Radio Armonia. I due si erano sposati civilmente nel 2016, subito dopo l’approvazione del ddl Cirinnà. 39 anni insieme, sino a quando il destino ha deciso che Adriano venisse strappato alla dimensione terrena a 77 anni. I due coniugi erano conosciuti nella ona, nell’ambito comunità LGBTQ+ Torinese e il gesto che è stato compiuto ai loro danni non è certo passato in sordina, come giusto che sia, dal momento che in tantissimi sono stati e continuano ad essere pubblicati, i commenti di indignazione per l’accaduto.
Il coordinatore di “Torino Pride” Marco Giusta, ha dichiarato: “Non si può che provare rabbia e disgusto davanti a una cosa del genere. Non c’è neanche più rispetto per una persona che non c’è più e per un affetto che continua. A livello personale e come coordinamento, siamo al fianco di questo compagno e della famiglia dell’uomo defunto. Ci stringiamo con affetto a lui e a tutti i familiari della persona scomparsa. Sono nostri concittadini e vogliamo mostrargli che esiste un’umanità che non accetta odio o omofobia”.
La solidarietà è arrivata anche dall’ex calciatore Claudio Marchisio, che su Instagram ha scritto: “Se è vero che i social hanno un potere positivo, allora è giusto prendere posizione con forza affinché comportamenti simili non vengano più tollerati”. Marchisio ha poi espresso la sua vicinanza ai due coniugi, chiamandoli per nome. “Il mio pensiero va a Corrado e alla famiglia di Adriano”.
Ad oggi non si conosce il colpevole o i colpevoli di questo infame gesto ma Adriano Corrado, rimasto senza suo marito, ha voluto esprimere il suo sfogo, rispondendo agli omofobi. Parla di vergogna senza vergogna e di pena senza pudore. “Non sono arrabbiato per questo gesto ignobile perché i cretini esistono sempre” , ha scritto in una lettera pubblicata per prima dal quotidiano locale Voce Pinerolese, per poi aggiungere: “Non ho nulla da nascondere, da vergognarmi. Loro devono vergognarsi. Certo, mi dispiace che oggi, nel 2023 ci sia ancora qualcuno talmente ossessionato dall’omosessualità da doversi prendere la briga di insultare”.