In questi giorni, non si fa altro che parlare del femminicidio di Giulia Tramontano. Il suo volto così dolce, quel sorriso accennato, quello sguardo rivolto verso il pancione, il suo tatuaggio vistoso che avrebbe dovuto aiutarci a ritrovarla, rimangono impressi nella mente.
Non è facile, per gli esseri umani sensibili ed empatici, che riescono ad immedesimarsi nel dolore altrui e che sanno perfettamente quanto la perdita di una figlia sia, da sempre, ritenuta contro natura, riuscire a restare impassibili, senza spendere una preghiera, una parola di conforto, un messaggio affinché questa mattanza non si ripeta.
Non si può accettare minimamente che una ragazza di soli 29 anni venga accoltellata solo perché il reo-confesso era stressato. Questo è un mio modestissimo parere che tale rimarrà,essendoci inquirenti e giudici che sanno perfettamente come fare il loro lavoro e che sono già riusciti a incastrare Impagnatiello, facendogli crollare il castello di bugie quotidiano, attorno al quale ruotava la sua vita parallela.
Mentre i familiari di Giulia sono devastati dal duplice dolore per la terribile dipartita della figlia e del nipotino che, da qui a breve, avrebbe inondato di gioia la loro vita, ieri a pronunciarsi sul femminicidio della Tramontano è stato Galimberti.
Il filosofo Umberto Galimberti, difatti, si è lasciato andare ad una confessione in diretta televisiva e le sue parole non sono passate inosservate. Vediamo cosa ha dichiarato nella seconda pagina del nostro articolo.