Formula leucocitaria: cos’è, valori normali e formula invertita

Uno dei valori più importanti dell'emocromo è quello relativo alla formula leucocitaria: vediamo insieme di cosa si tratta e quali sono i valori normali

Formula leucocitaria: cos’è, valori normali e formula invertita

Considerata tra le più comuni indagini di routine, la formula leucocitaria è un’analisi ematologica finalizzata a determinare la concentrazione dei globuli bianchi (leucociti) in un millimetro cubo di sangue. Tramite questo esame non si ricavano soltanto valori quantitativi, ma anche qualitativi, dato che vengono evidenziati tutti i tipi di leucociti (eosinofili, neutrofili, basofili, monociti e linfociti).

La formula leucocitaria consente di ricavare la loro percentuale e quindi il funzionamento che essi svolgono nell’organismo per quanto riguarda la risposta immunitaria. Grazie all’analisi di questi indici il medico è in grado di valutare lo stato di salute del paziente e di formulare una diagnosi precisa.

Dopo aver prelevato un campione di sangue, l’analista effettua un conteggio differenziale dei leucociti che solitamente viene eseguito nel contesto del normale emocromo (conteggio di globuli rossi, piastrine e appunto globuli bianchi).

L’analisi morfologica di ogni tipo di leucocita risulta di estrema rilevanza per risolvere numerosi quesiti diagnostici soprattutto inerenti a infezioni di tipo batterico oppure virale, a sindromi infiammatorie, a forme allergiche e a qualsiasi tipo di anomalia immunitaria.

Formula leucocitaria

La conta viene eseguita nel contesto del normale emocromo

Valori normali della formula leucocitaria

Per essere certi dei risultati di questo esame è necessario fare riferimento agli indici riportati da ogni laboratorio in quanto le metodiche analitiche possono variare. Il valore fisiologico dei leucociti di un individuo in buona salute è compreso tra 4000 e 10500 mmc e dipende da cinque frazioni.

Neutrofili

Sono leucociti preposti alla difesa dell’organismo verso infezioni di tipo batterico in quanto i neutrofili contengono specifiche sostanze chimiche (soprattutto di natura proteica) in grado di danneggiare irreversibilmente la membrana cellulare dei batteri.

Valori normali: 2000/8000mmc
Valori percentuali: 40/75%.

Eosinofili

Il compito di queste cellule è quello di impedire la diffusione di patologie parassitarie e di allergeni; pertanto il loro numero aumenta sensibilmente in caso di parassitosi oppure di disturbi come la rinite allergica, l’orticaria o l’asma bronchiale.

Valori normali: 20/600 mmc
Valori percentuali: 0,5/6%

Il medico approfondirà la ricerca delle cause per comprendere se si tratta di una condizione relativa o assoluta

Il medico approfondirà la ricerca delle cause per comprendere se si tratta di una condizione relativa o assoluta

Basofili

Anche se la loro funzione non è stata ancora definita con chiarezza, i leucociti basofili sono collegati quasi esclusivamente a manifestazioni allergiche poiché contengono istamina, la principale sostanza responsabile di malattie di questo genere. L’unico dato certo che riguarda il loro metabolismo è collegato a un notevole incremento durante crisi allergiche.

Valori normali: 2/150 mmc
Valori percentuali: 0/2%

Monociti

Chiamati anche macrofagi per la loro capacità di “mangiare” i batteri, i monociti sono particolarmente attivi in molte affezioni batteriche, tra cui in particolare la tubercolosi. Il loro meccanismo d’azione si basa sulla fagocitosi, un processo tramite cui essi inglobano la particella nociva per poi eliminarla.

Valori normali: 100/900 mmc
Valori percentuali: 2/10%.

Linfociti

I principali sottotipi di queste cellule sono i linfociti B e i linfociti T, entrambi strettamente collegati alla risposta immunitaria; infatti i primi producono gli anticorpi e i secondi elaborano alcune molecole efficaci contro i virus.
Grazie alle loro caratteristiche morfo-funzionali, essi sono in grado di riconoscere gli elementi estranei all’organismo (“cellule non-self”), contribuendo alla difesa contro le cellule neoplastiche (tumorali).

Valori normali: 1500/5000 mmc
Valori percentuali: 25/55%.

Formula leucocitaria invertita

L’inversione della formula leucocitaria consiste in un incremento dei linfociti (linfocitosi) accompagnato da una diminuzione dei neutrofili (neutropenia) rispetto alla conta totale dei leucociti. Se in alcuni soggetti la formula leucocitaria invertita è costituzionale e quindi non indica nessuna patologia in atto oppure pregressa, nella maggior parte dei casi è invece indice di anomalie cliniche.

I casi più comuni si collegano a infezioni virali, (mononucleosi e citomegalovirus), ad alterazioni funzionali del sistema immunitario oppure a forme neoplastiche (soprattutto carcinomi solidi e leucemie). Quando subentra questa condizione, di norma il medico approfondisce se si tratta di una condizione assoluta (derivante da un incremento numerico) oppure relativa (collegata soltanto alla percentuale).

Fra i sintomi più diffusi vi è la febbricola che non passa

Fra i sintomi più diffusi vi è la febbricola che non passa

Tra le cause che si riscontrano con maggiore frequenza, oltre a quelle sopra citate, vi sono:

  • patologie autoimmuni (artrite reumatoide e lupus eritematoso);
  • reazioni ad alcuni farmaci (chemioterapici);
  • infiammazioni sistemiche;
  • immunodeficienze congenite;
  • immunodeficienze acquisite (in seguito a malattie).

Inversione formula leucocitaria: sintomi

Anche se molto spesso i pazienti con inversione della formula leucocitaria si presentano asintomatici, può accadere che insorgano alcune manifestazioni, come ad esempio:

  • febbricola che non passa;
  • astenia muscolare generalizzata;
  • vomito e nausea;
  • perdita di appetito;
  • dolori all’apparato osteo-articolare.

Quando tale stato ematologico non dipende da patologie conclamate, succede che generalmente la formula ritorna normale senza nessun intervento terapeutico.
Nel caso in cui invece esso sia collegato all’alterazione funzionale del sistema immunitario, è necessario intervenire tempestivamente poiché qualsiasi immunodeficienza può compromettere anche gravemente lo stato di salute.

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