Dietro ogni caso di scomparsa, indipendentemente dal suo epilogo, si nasconde il dolore di una famiglia che vive, costantemente, con la speranza di poter ricongiungersi alla persona cara. Se per Piera Maggio, ad esempio, la speranza è ancora viva, c’è chi, purtroppo, ha dovuto fare i conti con il più grande degli incubi ad occhi aperti: il decesso di una figlia.
Questo strazio lo sta provando da troppi, troppi anni, mamma Filomena, madre di Elisa Claps. La storia della povera studentessa 16enne del liceo classico di Potenza, scomparsa domenica 12 settembre 1993, è rimasta un giallo per diciassette lunghi anni, sino a quando i resti della povera Elisa sono stati ritrovati, nel 2010, nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità.
Quanto accaduto alla studentessa è uno dei tanti femminicidi si sono verificati nel nostro Paese, dunque una delle piaghe più insidiose ed emergenziali d’Italia, dal momento che il lungo elenco delle donne di tutte le età, fatte fuori per mano altrui, potrebbe continuare a crescere, senza provvedimenti tempestivi, urgenti e restrittivi, posti in essere dagli organi preposti.
La storia di Elisa Claps l’abbiamo imparata a conoscere, soprattutto dopo il ritrovamento dei suoi poveri resti, sebbene, ad oggi, molti aspetti restino irrisolti, grovigliosi, intricati, nonostante la condanna emessa nei confronti di Danilo Restivo, colui che, con 13 fendenti, ha determinato il triste epilogo della ragazzina.
A distanza di molti anni dal ritrovamento del corpo di Elisa, mamma Filomena è tornata a parlare e le sue parole sono state un colpo al cuore per tutti noi. Vediamo insieme cosa ha dichiarato nella seconda pagina del nostro articolo.