I funerali sono il momento indubbiamente più doloroso, quello in cui si matura la consapevolezza del distacco effettivo dal proprio caro. Se finora c’era stata una bara a farcelo sentire più vicino, con la cerimonia funebre si percepisce la rottura con la dimensione terrena.
Sono momenti dolorosi, forti, quelli in cui si cede il posto al raccoglimento, alla preghiera, alle lacrime, con lo sguardo perso tra altri volti che sono lì, per l’ultimo saluto. Le emozioni prendono il sopravvento mentre gli occhi sono rigati di lacrime, ripensando alle vite strappate da un destino atroce.
Anche solo immedesimarsi, per pochi istanti, in un dolore così forte, è dura ma dinnanzi alla forza della natura, non si può far nulla. Quasi a volerci ribadire che è lei che comanda, mentre noi siamo solo di passaggio, di tanto in tanto colpisce, con piogge torrenziali, esondazioni, terremoti.
Uno degli esempi più vicini è l’alluvione che ha flagellato la nostra Emilia Romagna. Le immagini diramate a mezzo stampa sono un chiaro esempio di quanto accaduto, ma si è arrivati al momento indubbiamente più forte: quello dei funerali di chi non ce l’ha fatta.
A Cesena si sono tenuti i funerali delle vittime dell’alluvione che ha travolto tutto quello che ha incontrato sul suo cammino. Proprio nel pieno delle esequie, è accaduto, improvvisamente, un qualcosa che non è passato inosservato. Vediamolo insieme nella seconda pagina del nostro articolo.