Connettivite indifferenziata: i sintomi, le cause e la cura

La connettivite indifferenziata è una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario attacca il sistema connettivo. Le conseguenze possono essere anche gravi. Diagnosi e cura dipendono dal caso.

Connettivite indifferenziata: i sintomi, le cause e la cura

Quando si parla di connettiviti si fa riferimento a quelle malattie autoimmuni che attaccano il sistema connettivo. Questo vuol dire che il sistema immunitario risponde in modo errato all’organismo e reagisce contro i tessuti e gli organi. Come conseguenza, li attacca, li distrugge o li danneggia. La connettivite indifferenziata (UCTD in inglese), è quindi da considerarsi una patologia autoimmune, come altre malattie più note. Tra queste ricordiamo il lupus, la sclerosi sistemica, la polimiosite, la dermatomiosite e la sindrome di Sjogren.

Questa tipologia di connettivite si manifesta solitamente tra i 20 e i 30 anni d’età, specialmente tra le donne. I sintomi possono essere differenti; le cause, invece, si possono attribuite a diversi fattori.

La diagnosi, come per tutte le patologie autoimmuni avviene attraverso delle analisi del sangue specifiche. Sarà anche compito del reumatologo fare la diagnosi e stabilire la cura specifica.

I tessuti connettivi sono la zona interessata dalla connettivite indifferenziata
La connettivite indifferenziata colpisce i tessuti connettivi

Tipologie di connettivite

Le connettiviti sono state classificate in 3 gruppi principali. Possiamo, ad oggi, distinguere le connettiviti differenziate o definite, quelle indifferenziate e le miste.

A quelle differenziate appartengono tutte quelle patologie di cui è possibile riconoscere il quadro clinico con esattezza.

La connettivite indifferenziata, invece, presenta sintomi più generalizzati che impediscono di riconoscere la tipologia della forma di connettivite.

Nella connettivite mista, i sintomi sono presenti ed appartengono contemporaneamente a diverse tipologie di patologie reumatiche autoimmuni.

Al fine della diagnosi bisogna fare un'analisi del sangue
Per la diagnosi è necessario anche fare un prelievo del sangue

Sintomi principali della connettivite indifferenziata

La diagnosi della patologia si esegue anche osservando i sintomi riferiti o osservati da un esame obiettivo del paziente. Le analisi del sangue potranno rivelare delle anomalie da aggiungere al quadro clinico.

I sintomi della connettivite indifferenziata includono dolori articolari e muscolari, artrite reumatoide, sclerodermia secchezza della bocca, degli occhi e vaginale, perdita di peso. Il soggetto può manifestazione la sindrome di Raynaud e la sindrome di Sjogren. Frequenti sono i casi di astenia, febbre, rash cutanei e ulcere, orticaria, alopecia e anemia. Chi manifesta questa tipologia di connettivite può soffrire anche di depressione, fotosensibilità, trombocitopenia e leucopenia. Nei casi più gravi, la connettivite può colpire uno o più organi.

Complicanze

Le complicanze della patologia sono molto rare. La connettivite indifferenziata può colpire i reni, il sistema epatico, i polmoni e il sistema nervoso centrale.

La patologia può regredire e sparire con il tempo, progredire e degenerare in una tipologia di connettivite più grave. Può anche rimanere nel tempo stabile e non causare alcun tipo di danno grave.

Le cause della connettivite indifferenziata

Le cause della connettivite indifferenziata non sono ancora del tutto note. Gli studi e le ricerche mediche ritengono che sulla patologia incidano fattori genetici, endocrini e ambientali.

Si pensa che tra le cause scatenanti ci siano alcune tipologie di infezioni virali, l’esposizione ai raggi ultravioletti del sole e alle polveri di silicio. Anche alcune classi di farmaci possono determinare la patologia.

La cura dipende dal caso
In base alla gravità del caso, il medico prescriverà la cura

Cure e trattamento

La diagnosi della connettivite indifferenziata non è semplice. Per tale motivo, nella prescrizione medica del trattamento della patologia non c’è un protocollo definito. Per tale motivo, il medico inizia a prescrivere dei farmaci comuni a tutti i vari tipi di connettiviti.

In particolare, il reumatologo potrà prescrivere antinfiammatori non steroidi e cortisoni. Questi trattamenti sono specifici per curare sintomi connessi ai muscoli e allo scheletro. Potrebbe essere prescritta la ciclosporina e l’idrossiclorochina. Quest’ultimo è un antimalarico somministrato nel trattamento del lupus eritematoso sistemico e in altre forme di connettiviti.

In alcuni casi, quando sono presenti sintomi più gravi, il reumatologo potrà prescrivere il dosaggio di alcuni autoanticorpi. Tra questi, sono indicati gli ANA, gli anti-ENA, gli anti-DNA, gli anti-fosfolipidi.

Precauzioni e consigli

Ci sono dei consigli che il medico suggerisce ai pazienti affetti da questa malattia autoimmune. In generale sono suggerimenti validi per tutte le persone che riguardano le abitudini e gli stili di vita.

Se viene diagnosticata la patologia, in particolare, è bene evitare l’esposizione ai raggi solari, ultravioletti, pericolosi per la pelle. Che sia il sole o l’uso di lettini autoabbronzanti, la pelle deve sempre essere protetta.

Anche la dieta alimentare non deve essere trascurata. È importante seguire una dieta sana ed equilibrata, ricca di vitamine e sali minerali. In particolare, oltre a carboidrati e proteine, non devono mancare frutta, verdura e cereali. È importante bere almeno 2 litri di acqua al giorno.

Se la condizione di salute lo permette, è bene praticare sport regolarmente.

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