Ancora una storia che non si vorrebbe mai sentire, l’ennesima che tinge di macabri contorni la nostra penisola, di colpo raggiunta da una notizia che mette in risalto la crudeltà senza limiti di alcuni individui che si macchiano dei peggiori reati su minori. La giustizia, ancora una volta, sta facendo il suo corpo in quanto una minorenne, una ragazzina di soli 13 anni, che sarebbe potuta essere nostra figlia, li ha riconosciuti.
Occorrerebbe più empatia in questo mondo, occorrerebbe capire che quanto è successo a questa ragazzina sarebbe potuto accadere ai nostri figli, ad una nostra nipote, in una società dove questa è una piaga fortemente radicata, sebbene la giustizia cerchi di fermare tutto ciò.
Parliamo di una vera e propria emergenza, in quanto occorrono rigidi interventi legislativi per fermare quello che, all’ordine del giorno accade. Alcune volte, i minori ci rimettono la vita, in altri casi trovano il coraggio di raccontare, essendo sopravvissuti.
Eppure avranno per sempre nella mente il ricordo di quello che hanno subito, tutto ad un tratto, da animali (chiamarli tali è un’offesa ai nostri amici a quattro zampe). Quella che stiamo per raccontarvi è una storia davvero molto forte.
La 13enne ha riconosciuto i sette egiziani autori di un gesto tremendo nei suoi confronti. Vediamo, in dettaglio, cosa è accaduto, nella seconda pagina del nostro articolo, alla luce degli ultimissimi aggiornamenti diramati a mezzo stampa.