L’Italia sta vivendo ore di apprensione per le sorti della piccola Kataleya Alvarez, per tutti Kata, scomparsa dall’ex albergo Astor a Firenze poco dopo le 15:00 di sabato 10 giugno. Parliamo dell’ennesima minore di cui si sono perse le tracce e che, nonostante le ricerche, non si trova da nessuna parte.
Il tempo sta passando e sappiamo quanto prezioso sia intervenire tempestivamente, specie se si tratta di piccoli o adulti affetti da patologie. Eppure la si è cercata con ogni mezzo, con droni, cani molecolari, unità cinofile, con un notevole dispiegamento di mezzi, uomini in divisa e volontari.
Purtroppo, tutti questi tentatavi di ritrovare la piccola, sono risultati, finora vani. A parlare è stata la madre della piccola, Kathrina, 25 anni, che ipotizza un probabile rapimento da parte di chi popola lo stesso stabile, facendo i nomi ai carabinieri, e a nulla hanno portato le ricerche su una voce maschile che avrebbe contattato l’amica della donna, dicendo di aver rapito lui Kata.
La bambina, viene fatto questo ragionamento, non è stata trovata nelle ripetute perquisizioni dentro l’ex albergo e se fosse uscita da sola per giocare sarebbe stata vista prima o poi dai residenti e segnalata.
Che è ne è stato della piccola Kataleya Mia Chicllo Alvarez? La bimba ancora non si trova ma, intanto, il cerchio si sta sempre più restringendo. Vediamo il perché nella seconda pagina.