Per cercare di capire cosa è accaduto a Kata, sarebbe doveroso prendere in rassegna le vite delle persone vicine alla bimba. Diversi giornalisti che si stanno occupando del caso, suggeriscono di indagare nei rapporti familiari, un gesto fondamentale e cruciale in tutti i casi di scomparsa, dal momento che molti casi vengono risolti proprio dopo aver scavato in ambito familiare.
Quali erano le dinamiche familiari che ruotavano attorno alla bimba scomparsa? Per comprenderle vanno analizzati non solo i rapporti con i parenti più stretti, ma anche quelli con amici e conoscenti, ossia a tutti coloro che hanno gravitato nella vita della piccola soprattutto nelle ore immediatamente antecedenti alla scomparsa.
Ad oggi l’ipotesi che sta prendendo sempre più piede è quella di potenziale sequestro di persona. C’è un atto che non dovrebbe passare inosservato, a detta della stampa: parliamo del duplice tentativo di gesto estremo, messo in atto prima dal padre e poi dalla madre di Kata, peraltro con la stessa modalità, ossia ingerendo un lieve quantitativo di candeggina, salvati da una lavanda gastrica.
Si tratta di un gesto congiunto per cui vi è un filo conduttore? Magari occorrerebbe scandagliare bene le vite dei genitori di Kata, suggeriscono i giornalisti..
Kataleya, che ha solo 5 anni, forse è stata rapita da qualcuno che conosceva e della quale si fidava, senza opporre resistenza, in pieno giorno. E ci sono altri elementi che vanno bene vagliati: i tabulati telefonici, le celle, le immagini delle telecamere di video sorveglianza. Il cerchio attorno alla scomparsa di Kata pare restringersi sempre più e la speranza è che si possa arrivare presto ad una soluzione e che essa sia positiva.