Italia, colata di fango di 180 mila metri cubi: 268 vite spazzate via (1 / 2)

Italia, colata di fango di 180 mila metri cubi: 268 vite spazzate via

Negli ultimi anni, gli effetti del cambiamento climatico si sono manifestati con sempre maggiore frequenza e intensità. Eventi estremi come ondate di calore asfissianti, piogge torrenziali e alluvioni improvvise sono ormai all’ordine del giorno, segnali inequivocabili di un equilibrio climatico profondamente compromesso.

Non si tratta più di un’allerta per il futuro, ma di una realtà che stiamo già vivendo e che sta mettendo a rischio la sicurezza, la salute e la vita stessa delle persone. L’Italia, per la sua particolare conformazione geografica, è tra i Paesi europei più esposti a fenomeni di dissesto idrogeologico e a eventi climatici estremi.

Ma non è solo la violenza degli eventi a preoccupare, bensì la loro crescente frequenza. Le temperature medie si alzano, le estati diventano sempre più torride, le precipitazioni sempre più intense e concentrate. A pagarne il prezzo, spesso, sono le comunità più vulnerabili e le aree meno protette.

Lui muore e l’amico di sempre gli svaligia casa Lui muore e l’amico di sempre gli svaligia casa

Negli ultimi decenni, frane, smottamenti e colate di fango hanno segnato profondamente il territorio. Un bilancio tremendo che testimonia la forza distruttiva di fenomeni che spesso si abbattono su territori fragili, già compromessi dall’urbanizzazione selvaggia e dalla mancanza di manutenzione.

Questa volta una colata di fango ha trascinato con sé 180 mila metri cubi di detriti, cancellando ogni cosa sul suo cammino e provocando il decesso di 268 persone. Attimi tremendi, durante i quali la forza della natura ha mostrato ancora una volta il suo lato più distruttivo. Scopriamo che cosa è successo nella pagina successiva.