Quasi quotidiamente, la cronaca ,nazionale ed estera, ci mostra delle storie che farebbero rabbrividire chiunque abbia un briciolo di sensibilità o meglio, di umanità. Parliamo di un concetto che molti non conoscono, purtroppo.
Le mura domestiche, quelle che riteniamo il nostro porto sicuro, si trasformano spesso, nella cronaca, nella scena del crimine e le vittime sono, in molti casi, i minori, i fragili, coloro che non hanno la possibilità di invocare aiuto.
Immaginiamo di dover, per esigenze lavorative, affidare il nostro bambino ad una babysitter. Ci fidiamo di lei, pensando che possa solo inondare di premure il nostro piccolo.
Sempre più coppie, impossibilitate conciliare gli impegni professionali con quelli legati alla gestione della prole, in un modo sempre più frenetico, non vedono altre soluzione che affidare i propri figli alle tate, dal momento ch il periodo storico ed economico non ci consente di poter fare diversamente, pena il licenziamento.
La paura di rimanere senza uno stipendio in grado di poter sfamare la prole, ci porta a lasciare i piccoletti nelle mani della baby sitter cui si chiede di di trattare i nostri bambini come se fossero loro figli e siamo disposti a pagarli profumatamente. L’importante è che non facciano mancare nulla ai nostri pargoli. Questo è quello che accade nella maggior parte dei casi, con le dovute eccezioni.
La storia che stiamo per raccontarvi però è completamente diversa e in queste ore sta facendo il giro dei social network. Nessuno si sarebbe aspettato una cosa del genere.