Il femminicidio della 17enne Michelle Causo, che è stata ritrovata priva di vita nel quartiere romano di Primavalle, nel pomeriggio del 28 giugno, è l’ultimo, in ordine di tempo, che ha occupato le pagine di cronaca nera nazionale. Un decesso brutale, quello della povera Michelle che si infittisce, di ora in ora, di nuovi dettagli.
Sappiamo che a lei è stata barbaramente strappata la vita, mentre ha provato a difendersi dalla furia del suo aggressore che inveiva sul suo corpo esile. La ragazzina ha cercato, in tutti i modi e per quanto le fosse possibile, di restare attaccata alla dimensione terrena fino a quando si è dovuta arrendere alla furia di un suo coetaneo, finito in arresto.
E’ lui che , dopo averla colpita con diversi fendenti, ha coperto il corpo senza vita della studentessa con delle buste, per poi provare ad abbandonarlo vicino a dei cassonetti della spazzatura. Ad allertare le forze dell’ordine, le segnalazioni di chi ha visto gocce ematiche scendere da quel carrello della spesa.
Del presunto killer sappiamo è nato nella Capitale ma che era originario dello Sri Lanka. Si tratta di un trapper, peraltro seguitissimo sui social, dove ostentava abiti di marca e, ovviamente, il fumo, che faceva da scenario ai suoi scatti e ai suoi video, coetaneo della Causo. Il giovane è apparso sudato, al punto che uno dei vicini gli ha chiesto se avesse bisogno di aiuto, ma lui ha rifiutato. E’ stato il suo atteggiamento, misto al fatto che sugli indumenti avesse tracce ematiche, a insospettire i testimoni oculari, facendo scattare l’allarme.
In queste ore, inoltre, gli inquirenti hanno fatto una scoperta sconcertante nella casa del killer, ossia ne luogo in cui è avvenuto il femminicidio della povera studentessa 17enne Michelle Causo. Vediamo, in dettaglio, cosa è emerso nella seconda pagina del nostro articolo.