Michelle molto ,probabilmente entrò nella casa di via Dusmet 25, dove è stata uccisa perché mandata da qualcuno, molto vicino a lei, a riscuotere un debito di droga. Questa la raggelante ipotesi che sta prendendo sempre più piede tra gli inquirenti. Il luogo in cui la 17enne è stata tolta di mezzo era una piazza di spaccio.
Oggi, 3 luglio, si è svolto l’interrogatorio di garanzia a Oliver D. S., il trapper 17enne ritenuto il presunto colpevole del femminicidio della coetanea Michelle Causo, come riportato da Leggo e ripreso da Sport.it, che si stanno occupando del caso. La Polizia ha deciso di indagare su un giro di sostanze stupefacenti, dal momento che, dopo la confessione davanti al gip, essa appare il movente più accreditato. Questo non vuol dire l’unico, in quanto, al fine di far luce perfettamente su cosa sia accaduto, è doveroso non perdere di vista nessuna pista plausibile, approfondendola.
Stando alle dichiarazioni del presunto colpevole, Michelle gli avrebbe detto: “Se non mi dai i soldi, dico a tua madre che ti fai le canne”. Queste parole avrebbero mandato in bestia il trapper che le ha inferto diversi fendenti per poi provare a disfarsi del cadavere della ragazza in un carrello della spesa. Nell’appartamento dove ha tolto la vita alla 17enne, i carabinieri hanno trovato un autentico laboratorio per “confezionare” flaconi di “Purple Dark”, una droga sintetica dagli effetti devastanti che si ottiene col mescolamento dello sciroppo per la tosse ad alte dosi, contenente codeina, prometazina con una bibita gassata.
Riprendendo testualmente quanto riportato su Leggo, “gli investigatori sono convinti che il movente ruoti attorno ad altri tipi di sostanze stupefacenti, forse l’eroina. La giovane non ne faceva uso, e frequentava il liceo psicopedagogico senza particolari problemi nello studio. Era cresciuta con la zia e con il nonno, che l’avevano tenuta lontano da situazioni pericolose e dalle cattive amicizie. Tuttavia era inserita in un contesto degradato”.
All’appello mancano lo strumento utilizzato per colpire Michelle e il cellulare della ragazza. Occorrerà capire se il killer abbia fatto tutto da solo o se, dietro il femminicidio, ci sia l’ombra di terzi. La Polizia scientifica tornerà nell’appartamento del delitto per effettuare un sopralluogo, mentre è prevista una fiaccolata in memoria della povera studentessa accoltellata.