Che occorra assicurare alla giustizia coloro che si macchiano di reati, è un dovere nei confronti di chi, da onesto cittadino, finisce col pagare lo scotto degli errori commessi da altri.
Sappiamo quanto dura sia occuparsi di scottanti casi di cronaca, quelli che riguardano la mafia, lo spaccio di sostanze stupefacenti e, soprattutto, quanto rischioso, sia arrestare i colpevoli. Ma qualcuno deve pur farlo e i carabinieri rischiano ogni giorno la loro vita, pur di assicurare alla legge coloro che provano in tutti i modi a sottrarvisi.
Abbiamo visto quanto, essenziali, siano i blitz, come quello che, solo a gennaio, dopo 30 anni di latitanza, ha messo al 41-bis il padrino di Castelvetrano, Matteo Messina Denaro, al culmine di indagini complesse e lunghe che sono proseguite nel corso degli anni. Ogni volta che simili colpi vengono portati a segno, la gioia è collettiva.
Ci si sente di aver sottratto alla malavita un sua creatura, pur sapendo che ci saranno dei proseliti, dal momento che il male è sempre in agguato. Questo non dobbiamo dimenticarlo ma le pagine di giurisprudenza, di sicuro, parleranno della sua cattura, dopo aver trascorso metà vita a sottrarsi alla giustizia.
Poco fa, sono scattate nuovamente le manette per spaccio e consumo. Una notizia davvero sconvolgente, quella diramata a mezzo stampa e sui principali siti d’informazione. Vediamo chi è finito in arresto nella seconda pagina del nostro articolo, con tutti gli aggiornamenti del caso.