E’ un giallo la scomparsa della piccola Kataleya Alvarez, la bimba di origini peruviane, di soli 5 anni, di cui si sono perse le tracce sabato scorso. Non sappiamo che fine abbia fatto, ma il tempo scorre, essendo trascorsi esattamente otto giorni, senza che lei si trovi e la speranza è quella di ritrovarla sana e salva.
Il tempo rema contro, di Kata si parla ovunque, nei programmi che si occupano di scomparsi, da Chi l’ha visto a Quarto Grado, sui siti d’informazione, tra la gente seduta al bar che, facendo colazione, tira fuori l’argomento, non riuscendo a capacitarsi di come questa piccolina sia potuta scomparire in pieno giorno.
Al momento la pista privilegiata dagli inquirenti della Dda di Firenze rimane quella del sequestro di persona a scopo di estorsione. Nel frattempo sono accaduti fatti davvero eclatanti, iniziando dal commento “Sono con lei ora in Germania. Se hai bisogno scrivimi in privato”, scritto su Facebook da un utente che ha commentato la diretta video della manifestazione in corso giovedì in piazza Duomo a Firenze per chiedere la liberazione di Kata, che è stato rimosso poco dopo.
I genitori di Kataleya Mia Alvarez Chicllo hanno lasciato l’ex hotel Astor dove abitavano, e sono stato riallocati in una struttura di accoglienza, a cura dei servizi sociali del Comune; l’avvocato Daica Rometta, legale dell’Associazione Penelope, giovedì ha rinunciato all’incarico di difensore della mamma di Kata, motivando così la sua decisione: «Le reiterate interferenze esterne subite nello svolgimento di questo delicatissimo mandato mi hanno suggerito di rinunciare all’incarico professionale tant’è che già nel primo pomeriggio ho invitato la mamma a nominare altro difensore».
Poco fa, centinaia di agenti di polizia sono arrivati nello stabile, ex hotel Astor, in cui Kata viveva assieme alla sua famiglia. Ma cosa sta succedendo? Vediamolo insieme nella seconda pagina del nostro articolo.