Giulia Tramontano era una ragazza come tante altre, con i suoi sogni, con i suoi obiettivi. Una ragazza in gamba, in carriera: di professione faceva l’agente immobiliare. E, cosa non meno importante, stava per diventare madre di quel bellissimo bambino che si sarebbe chiamato Thiago. Il padre del bimbo era il suo fidanzato, Alessandro Impagnatiello.
Di professione barman in una struttura di lusso di Milano, fino al 27 maggio scorso anche Alessandro sembrava un giovane dedito al lavoro e senza grilli per la testa. O perlomeno, con i difetti che potrebbe avere qualsiasi persona. E invece, utilizzando le parole di sua madre, Alessandro si è rivelato un “mostro”.
Quello che ha fatto a Giulia è un gesto che nessuno potrà mai perdonare, neanche sua madre, distrutta da quanto accaduto. Amareggiata, delusa, affranta dalla perdita di Giulia, a cui anche la madre di Alessandro voleva tanto bene. Il caso ha suscitato l’indignazione della pubblica opinione nazionale e internazionale.
Alessandro adesso si trova recluso presso la casa circondariale di Milano San Vittore. Il suo legale ha rifiutato il mandato di difesa, e adesso è rimasto soltanto con un avvocato d’ufficio che la Procura di Milano è riuscita a stento a trovare.
Impagnatiello ha anche dichiarato che l’unica via per il perdono è forse quella di togliersi la vita. Negli interrogatori svolti finora ha dichiarato di aver fatto fuori Giulia colpendola con una lama all’altezza del collo almeno due o tre volte (sarà l’autopsia a chiarirlo) e poi di averne tentato di bruciare il corpo.
Per i magistrati della Procura e per i carabinieri Alessandro ha agito con premeditazione, anche se questa aggravante è stata esclusa dal gip. E sul caso è intervenuto anche il noto giornalista Vittorio Feltri, direttore di Libero. Le sue parole, che vedremo nella prossima pagina, sono molto forti.