Virus aviaria, primo uomo contagiato: si teme il peggio (2 / 2)

Una eventuale pandemia di virus dell’influenza aviaria possono avere gravi conseguenze sulla salute pubblica e sull’economia. Le epidemie possono causare la perdita di milioni di uccelli domestici, danni economici alle industrie avicole e agricole, e possono avere un impatto significativo sulla sicurezza alimentare e sulla salute umana.

Secondo un rapporto delle agenzie europee ECDC ed EFSA, il virus dell’influenza aviaria continua a evolversi, con potenziali nuove mutazioni che potrebbero favorire la trasmissione da uomo a uomo. Tale pericolo è stato evidenziato anche dall’infezione di un uomo in Texas da parte del virus dell’influenza aviaria A/H5N1, che presenta una mutazione associata all’adattamento ai mammiferi.

Questa mutazione, nota come PB2 E627K, non sembra tuttavia aumentare la capacità di trasmissione tra gli esseri umani né conferire resistenza agli antivirali. Si ritiene che il paziente abbia acquisito questa mutazione durante lo sviluppo della congiuntivite.

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Nonostante ciò, il rischio complessivo per la salute umana rimane basso secondo i Centers for Disease Control and Prevention americani, poiché il virus non sembra avere una maggiore capacità di trasmissione tra le persone: “Il rischio complessivo per la salute umana associato ai focolai di virus dell’influenza aviaria ad alta patogenicità A/H5 in corso nel pollame e alle rilevazioni negli uccelli selvatici e nei bovini rimane basso“.

Per il momento non ci sarebbe, dunque, motivo di allarmarsi. Tuttavia, per gli esperti lo studio del virus in questione è sempre oggetto di grande attenzione, specialmente alla luce dell’ultimo caso registrato in Texas.