Ventilatore, i rischi per la salute per chi l’utilizza (2 / 2)

L’estate è piombata all’improvviso e la corsa ai ripari è rimessa alla discrezionalità e alle disponibilità economiche di ognuno di noi. Un rimedio largamente utilizzato è quello di azionare il ventilatore che possiamo collocare ovunque per apportare un po’ di refrigerio delle afose giornate che ci attendono. Un ambiente interno con un clima più “umano” ma a quale prezzo? Se quell’arietta ci risolleva dalla spossatezza, non è tutto oro quel che luccica dal momento che i rischi per la salute legati all’utilizzo di un ventilatore sono davvero molti, specialmente per i soggetti più fragili. Il Ministero della Salute, di recente, ha spiegato che,  superati i 32° C all’interno di un’abitazione, l’utilizzo del ventilatore è sconsigliato e, in ogni caso, non deve mai essere direttamente indirizzato verso le persone, ma utilizzato esclusivamente per far circolare l’aria nell’ambiente.

Il ventilatore accelera solo la circolazione dell’aria presente in esso, attraverso l’azione meccanica delle pale, rendendo l’ambiente più confortevole. Fatte queste premesse, gli esperti dicono che tale dispositivo non va mai puntato direttamente sulle persone e le spiegazioni su questo punto sono fornite all’interno di un opuscolo intitolato “Come migliorare il microclima delle abitazioni durante l’estate” del Ministero della Salute.

I ventilatori accelerano semplicemente l’aria e non la raffreddano e, pur facendo percepire ai loro utilizzatori una sensazione di freschezza e refrigerio “stimolano la sudorazione e aumentano il rischio di disidratazione, se la persona esposta non assume contemporaneamente grandi quantità di liquidi”. Ai moniti degli esperti italiani si aggiungono quelli del Dipartimento della Salute dello Stato di New York. “Nelle giornate molto calde e umide, il sudore evapora dalla pelle più lentamente del normale e i ventilatori rendono ancora più difficile per il corpo perdere calore con la sudorazione”. 

Il rischio della perdita di calore con la sudorazione è molto più forte negli anziani e in coloro che sono affetti  da determinate patologie. Su questo argomento è intervenuta l’azienda sanitaria Fraser Health che ha redatto un suo documento in cui, come riportato da fanpage.it , è scritto: “Spruzzare acqua fresca sulla pelle, indossare indumenti umidi e fare docce o bagni freddi sono tutti modi per rinfrescarsi durante la stagione calda. Stare in piedi davanti a un ventilatore con la pelle umida o con i vestiti bagnati può essere molto piacevole. Tuttavia, la combinazione con i ventilatori non può ridurre significativamente la temperatura per le persone sensibili in ambienti interni caldi e non dovrebbero essere usati come fonte primaria di raffreddamento”.

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Ma vediamo alla domanda fatidica: i ventilatori possiamo lasciarli accesi di notte? Non ci sono seri rischi su quest’abitudine ma nei soggetti più delicati si può andare incontro a congestione,  con conseguente “mal di testa, naso chiuso, mal di gola o persino russare”. I ventilatori, facendo sollevare e circolare la polvere ed altri allergeni, possono rappresentare un rischio per i soggetti sensibili / allergici.  Altri problemi connessi all’impiego di questi dispositivi nelle ore notturne, sono i dolori muscolari al risveglio.