L’art. 27 della Cost. nel suo significato di responsabilità penale e funzione rieducativa della pena, sancisce al terzo comma che “ le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso d’umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.
Il legislatore ha il divieto di porre in essere pene con modalità che siano lesive del rispetto della persona, ed il principio della finalità rieducativa della pena, secondo cui le pene non devono solo punire il reo ma mirare soprattutto alla sua rieducazione, essendo requisito fondamentale per il suo reinserimento nella società.
Che la vita in un penitenziario non sia idilliaca lo sappiamo. Non è facile condividere lo stesso spazio, la stella cella, con detenuti rinchiusi per aver commesso reati di diversa entità, dal furto alla rapida, sino ad aggressioni, omicidi, bullismo, sbeffeggiamenti etc.
Non è raro che la cronaca, nazionale ed estera, ci restituisca casi di detenuti che si sono tolti la vita in cella ,per svariate motivazioni e, poco fa, ci è giunta una notizia raggelante e improvvisa, lasciandoci sconcertati e increduli. Va però precisato che non è facile nemmeno lavorarci all’interno di un penitenziario.
Si parla di taglio secco alla gola con una lametta, avvenuto tra le mura di un penitenziario italiano. Vediamo cosa è successo, in dettaglio, nella seconda pagina del nostro articolo in quanto è davvero un caso forte.