Corrado Ruggeri, storica firma del Corriere della Sera, è deceduto a Roma, stamattina, 24 aprile 2023. . Capocronista della redazione di Roma per lungo tempo, si è spento a 65 anni, dopo aver lottato, da grande guerriero, contro un male incurabile e improvviso che se l’è portato via in un momento di grande felicità per la nascita del primo nipote.
Si è spento nella sua abitazione, circondato dall’amore della moglie e dalla figlia, dopo essere stato dimesso, giorni fa, dalla clinica in cui era ricoverato. La sua carriera giornalistica era iniziata nella Cronaca di Roma del quotidiano ‘L’occhio’, diretto proprio da un altro grandissimo nome del giornalismo italiano, venuto a mancare a febbraio, Maurizio Costanzo.
Un talento, il suo, che lo ha portato ad approdare al Corriere della Sera. Con la passione per la cronaca e per i viaggi, ha realizzato il suo primo libro, edito dalla Feltrinelli, intitolato Farfalle sul Mekong nel 1994, seguito, l’anno seguente da Il canto delle lucciole.
L’ennesima perdita devastante per il mondo giornalistico italiano. In tantissimi i messaggi di cordoglio che stanno arrivando da colleghi, amici di una vita, lettori, via social, verso i familiari del grande Ruggeri. Con lui se ne va un altro pezzo di storia di un mondo così complesso, qual è quello giornalistico, se fatto bene, con dedizione incondizionata, amore, talento, rispetto dei doveri etici e morali.
Tra i tanti messaggi giunti, non possiamo non citare quello di Ernesto Menicucci, cronista del Corriere della Sera poi passato al Messaggero, che ha voluto salutarlo con queste parole: “Ciao Corra’, quante battute, quante risate, pure quanti scazzi come quando ti arrabbiasti a morte, sbattendo i pugni sulla scrivania, per una mia intervista che ti sembrava “un interrogatorio di polizia”. Ma non dimenticherò mai quello che hai fatto per me, quando prendesti le mie difese in Campidoglio con l’allora sindaco di Roma (“fino a che io sono il capo, Ernesto è quello che per il Corriere segue il Campidoglio”, per poi alzarti e andartene, chapeau) e anche la tua umanità dietro quell’aspetto di uomo rude, dalle battute a volte irriferibili, quei saluti politically scorrect. L’ultima volta ci siamo visti davanti a casa mia, a sorpresa: “Ho portato mamma a votare”. Credo che nessuno, sei mesi fa, sapesse che cosa ti stava per capitare. Fai buon viaggio Corra’, forse nell’unico posto che – da super viaggiatore come sei sempre stato – non avresti potuto raggiungere in altro modo”. Non possiamo che porgere le nostre più sentite condoglianze ai familiari del grande Corrado Ruggeri, certi che da lassù veglierà per sempre su di loro.