C’è indubbiamente l’aggravante della recidiva a rendere lo scenario, di per sé sconvolgente, ancora più forte, ed è per questo che l’indignazione è tanta, nell’apprendere cosa è accaduto nelle ultime ore, nella nostra Italia, quella che è letteralmente incredula dinnanzi all’accaduto.
A finire sulle pagine di cronaca dei principali quotidiani nazionali è stato, ancora una volta, un prete del Basso Garda, che era già stato denunciato per vicende legate a stupefacenti, sesso e minacce. Una trans, nuda, ha urlato di lanciarsi dalla finestra proprio dell’abitazione di tale parroco di Desenzano, che in passato ha operato nel Garda bresciano (diocesi di Verona) . I vigili del fuoco, tempestivamente accorsi sul posto, dopo l’allarme dei vicini, attirati dalle urla, hanno collocato un telo sotto la finestra, scongiurando il triste epilogo.
Difatti, la donna si è lanciata ed ha tentato la fuga ma è stata fermata e identificata. Il prete di cui parlano i principali siti d’informazione proprio in queste ore, aveva già una denuncia alle spalle, per spaccio di sostanza stupefacente, scattata a seguito del ritrovamento, nella sua abitazione, di alcuni grammi di cocaina.Facendo un passo indietro nel tempo, ancora prima del blitz delle forze deell’ordine, il sacerdote è stato implicato in vicende relative a siti di incontri, sessuali e minacce.
Il religioso era stato denunciato da un barista 31enne, di origini venezuelane, per presunti mancati pagamenti dopo delle prestazioni sessuali. Dalle dichiarazioni rilasciate ai carabinieri, pare che il giovane abbia conosciuto il prelato tre anni fa virtualmente e poi dal vivo, attraverso l’app “Grindr”, che il sacerdote usava sotto falso nome.
A tutto ciò si aggiungerebbero le molestie con messaggi audio e telefonate e, stando al racconto del barista, il consumo di crack durante uno dei loro incontri. Il sacerdote in questione dov’è finito? Per il momento non si trova, mentre gli accertamenti proseguono. Sono due le inchieste a suo carico, entrambe coordinate dalla Procura di Brescia. Il religioso recidivante risulterebbe ancora irreperibile, ragion per cui la Polizia di Stato non ha potuto notificare in nessun modo gli atti dell’indagine per detenzione ai fini di spaccio, con una mega denuncia a suo carico.