Nato il 7 luglio 1943, il grande Toto Cutugno si è spento il 22 agosto all’ospedale San Raffaele di Milano dove era ricoverato per l’aggravarsi di una lunga malattia, contro la quale ha combattuto strenuamente sino all’ultimo. Una perdita immensa per il mondo della musica che si trova a fare i conti col vuoto della sua diparita.
Toto aveva compiuto 80 anni a luglio ed era divenuto l’embleta dell’italianità nel mondo, grazie al suo brano che viene cantato in tutto il mondo, da intere generazioni. Un artista a tutto tondo, amatissimo, versatile, in grado di catturare l’attenzione di grandi e piccoli, oggi alle prese col dolore dell’assenza.
Ben 15 le sue partecipazioni al festival di Sanremo, la kermesse più ambita a livello nazionale. Una fama, la sua, che ha raggiunto il mondo intero con brani che non potevano certo passare inosservati da L’Italiano a Il tempo se ne va, da La mia musica, Solo noi, per citarne solo alcune,Un grandissimo cantante, Toto, ma anche un artista istrionico che abbiamo ammirato al timone di Domenica In nel lontano 1987.
A dare la notizia del decesso di Cutugno, come noto, è stato il suo manager Danilo Mancuso: “Dopo una lunga malattia, si era aggravato negli ultimi mesi”.
Ieri, 24 agosto, alle ore 11:00, nella Basilica dei Santi Nereo e Achilleo, si sono tenuti i funerali, non trasmessi televisivamente, con la chiesa milanese gremita di gente per l’ultimo saluto al grande cantautore. A poche ore di distanza dalla cerimonia funebre, è venuta fuori un’indiscrezione riguardante le parole pronunciate da Cutugno a suo figlio prima del decesso. Vediamole insieme nella seconda pagina del nostro articolo.