L’Italia è uno dei Paesi più sismici del mondo. La nostra Penisola ha una pericolosità sismica medio-alta. Le aree più a rischio sono soprattutto le Alpi orientali e la la catena appenninica, fino alla Sicilia. Tra i terremoti più sconvolgenti della storia recente del nostro Paese spicca quello di Amatrice nell’agosto del 2016, quando un sisma i magnitudo 5,3 distrusse i comuni di Amatrice, Accumoli ed Arquata del Tronto.
In questo caso, il sisma è stato molto più lieve e sembra non aver procurato danni a cose e persone. Si è verificato intorno alle 22,12 di ieri sera, lunedì 26 febbraio, nel cuneense, con coordinate geografiche (lat, lon) 44.3410, 7.4350. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato l’epicentro a un km da Roccasparvera e ad una profondità di 11 km.
Il sisma è stato abbastanza lieve, in quanto si è registrata una magnitudo di 2.5. Oltre a Roccasparvera, la scossa è stata avvertita in diversi centri: Gaiola, Rittana, Vignolo, Moiola, Borgo San Dalmazzo, nelle valli Stura, Vermenagna e Gesso e anche a Cuneo.
Già nella mattinata di ieri, la Granda era stata interessata da un movimento tellurico. Una piccola scossa di 2 gradi della scala Richter era stata avvertita in mattinata, alle ore 8.26 a Cardè, anche in quel caso senza conseguenze degne di nota.
L’Ingv continua a monitorare la situazione nella zona, in quanto vi è la possibilità di ulteriori scosse di assestamento. Tuttavia, difficilmente manifesteranno una potenza che potrebbe mettere a rischio la pubblica incolumità.