
L’incendio che ha distrutto il locale Le Constellation a Crans-Montana ha lasciato dietro di sé una scia di dolore che attraversa confini e famiglie. In tanti sperano ancora in un miracolo, quello di ritrovare i propri cari tra i ragazzi feriti non ancora identificati. Altri, invece, piangono affranti la triste fine dei propri figli.
Tra i genitori in attesa di risposte c’era anche Andrea Costanzo, padre di Chiara, costretto ad affrontare l’atto più innaturale che esista: riconoscere la propria figlia attraverso il Dna. Andrea e la moglie sono partiti in viaggio verso Sion, dove opera la task force incaricata di identificare i giovani coinvolti del rogo. La speranza, coltivata fino all’ultimo istante, si è infranta con una telefonata. “Prima abbiamo creduto in un miracolo, poi ci hanno chiamati per l’identificazione. A quel punto tutto è finito”, racconta l’uomo.
Per ore, la famiglia aveva sperato che Chiara fosse ricoverata senza documenti, impossibilitata a comunicare. Uno spiraglio a cui aggrapparsi per non sprofondare. Poi la realtà ha imposto il suo peso, lasciando spazio solo allo smarrimento. “Non si è mai pronti a perdere una figlia”, confida Andrea, consapevole che nulla potrà restituire ciò che è stato tolto.

Chiara era una ragazza brillante, capace di lasciare il segno ovunque andasse. Studentessa del liceo scientifico Moreschi di Milano, univa ottimi risultati scolastici a una passione autentica per lo studio. Sportiva, ginnasta e sciatrice, parlava più lingue con naturalezza. Non viveva di eccessi, ma di curiosità, impegno e ironia. La scelta di quella discoteca fu casuale: gli altri locali erano pieni.
Chiara era con amici che la stimavano per la sua intelligenza e per un’umiltà rara, fatta di autoironia e rispetto. Andrea è certo che non abbia percepito alcun pericolo: era una ragazza responsabile, consapevole, lontana da comportamenti imprudenti. Il desiderio del padre è uno solo: che Chiara venga ricordata come una giovane donna capace di ascoltare, di donare luce agli altri e di vivere con grazia. Un ricordo che, nonostante tutto, nessun incendio potrà cancellare.