Olindo Romano e Rosa Bazzi sono stati citati in giudizio per la prima udienza del processo di revisione della strage di Erba. La Corte di Appello di Brescia apre uno spiraglio alla revisione di un processo che si prospetta già come clamoroso. Come reso noto dal legale Fabio Schembri, l’udienza è fissata per il primo marzo davanti alla seconda sezione penale.
Di recente l’avvocato della coppia aveva inoltre dichiarato come la richiesta di revisione fosse suffragata da ‘nuovi elementi’ in grado di riaprire il caso. Cosa può succedere a questo punto? Ci sono diverse possibilità: l’assoluzione o la condanna di Rosa Bazzi e Olindo Romano, oppure una dichiarazione di inammissibilità dell’istanza di revisione.
“Il mio futuro è con Rosa fuori dal penitenziario“- avrebbe commentato intanto Olindo Romano, ben convinto di poter dimostrare la propria innocenza e quella della moglie. I due coniugi, secondo la tesi difensiva, sarebbero stati costretti a confessare il reato a causa di forti pressioni esterne e di minacce di separarli per sempre.
Quali sono questi ‘nuovi elementi’? Innanzitutto si sarebbe segnalata una totale incompatibilità tra le modalità del decesso di Valeria Cherubini e le accuse formulate ai due coniugi, frutto soprattutto della testimonianza di Frigerio, la cui attendibilità viene ora messa in discussione.
Infatti, i legali dei Romano farebbero ora leva sulla evidente contraddizione tra le dichiarazioni di Frigerio nell’immediatezza dell’accaduto, dove non si menzionavano i due coniugi come responsabili, e il successivo cambio di opinione. Infine, interessante è anche la testimonianza di Abdi Kais, sinora mai sentito dagli investigatori, che successivamente fu messo in manette per spaccio proprio nella zona dove si verificò la triste vicenda.