Stessa stanza, stesso virus, zero contagi: attenzione, ecco come si trasmette l’influenza K (2 / 2)

Il risultato emerso dallo studio condotto dalla University of Maryland è sorprendente: nessuno dei volontari sani ha contratto l’infezione, nonostante la convivenza stretta con i soggetti influenzati ma per quale motivo?

Il professor Donald Milton, esperto di aerobiologia, ha sottolineato come la trasmissione non sia un automatismo meccanico, ma un evento governato da precise probabilità ambientali e biologiche. La ricerca, pubblicata su Plos Pathogens, ha isolato i fattori determinanti che hanno impedito il dilagare del virus in un contesto così controllato.

Secondo Jianyu Lai, il ricercatore che ha guidato l’analisi dei dati, il fattore decisivo è stata l’assenza di tosse significativa tra i malati presenti nell’hotel. Sebbene avessero un’alta carica virale nel naso, la mancanza di espulsioni violente ha limitato drasticamente il rilascio di particelle infette nell’aria circostante. Inoltre, l’uso costante di riscaldatori e deumidificatori ha garantito un rimescolamento rapido dell’aria, diluendo ulteriormente le poche tracce di virus presenti.

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Tecla Mastronuzzi, coordinatrice della Simg (Società Italiana dei Medici di Medicina Generale), conferma che arieggiare gli ambienti resta una delle misure di prevenzione più potenti a nostra disposizione. Aprire le finestre anche solo per pochi minuti permette di abbassare drasticamente la concentrazione virale nelle stanze chiuse.

Lo studio dimostra che, senza il concorso di fattori come l’aria stagnante e i sintomi acuti, il rischio di contagio può essere ridotto in modo estremamente efficace.Per proteggersi nella vita quotidiana, specialmente quando si è vicini a persone sintomatiche, gli esperti continuano a raccomandare l’uso della mascherina FFP2 come barriera insuperabile. Accanto alla protezione individuale, l’adozione di purificatori d’aria portatili viene suggerita come un valido aiuto per mantenere gli ambienti salubri, specialmente nei luoghi dove il ricambio naturale è difficile. Questi nuovi dati offrono una bussola preziosa per affrontare la stagione influenzale con maggiore consapevolezza e meno allarmismo ingiustificato.