Stefano De Martino continua alla grandissima la sua conduzione di Affari Tuoi e la Rai, a giudicare dai dati ascolto del gioco dei pacchi, ha fatto benissimo ad offrirli un contratto di tre anni, in quanto ha saputo tenere le riedizioni di un programma così di successo, in modo impeccabile
Puntata dopo puntata, il conduttore partenopeo sta optando per un stile distintivo, che in tanti hanno attenzionato. Stefano, difatti, indossa sempre una camicia bianca aderente, con le maniche arrotolate, che mette in risalto il suo fisico asciutto, frutto di anni e anni di danza.
A completare il suo outfit, dei pantaloni neri, e la cravatta, sempre senza giacca. Un look distintivo, quello di De Martino, black&white, che rende onore al ruolo formale rivestito, donandogli, nello stesso tempo quella freschezza che così tanto il pubblico adora.
Stefano, intervistato da Gianluca Gazzoli, ha raccontato che il frequentare tutti i giorni il bar di famiglia, quando era bambino, gli è servito tantissimo, in quanto gli ha permesso di relazionarsi con gente più grande e facoltose, difatti ha dichiarato: “Tra tutte le cose che ho fatto, è quella che mi sono ritrovato di più, perché nel nostro mestiere incontri gente di tutti i tipi, devi saper stare a tavola un po’ con tutti. È una grande risorsa”
Quando ha lavorato come parcheggiatore per mettere i suoi primi spiccioli da parte, l’esempio di suo nonno è stato deciso nella scelta dell’abito da adottare. Come riportato da fanpage.it, ha detto: “Non sapevo come vestirmi. Ero abituato a mio nonno sempre molto formale, in abito al bar. I miei abiti da lavoro, da cameriere, erano camicia bianca e pantaloni neri, a volte con cravatta o gilet. Visto che dovevo stare nel parcheggio di un ristorante vado a lavoro così: camicia bianca a pantaloni neri. Il mio collega era con la tuta bucata ed era dichiaratamente il parcheggiatore: io venivo scambiato per il figlio del gestore, perché stavo vestito tutto preciso! Quella sera ho guadagnato zero, davano le mance tutte a lui e guadagnava molto più dei camerieri! Il sabato successivo sono tornato con la tuta più brutta che avevo, l’avevo utilizzata per dipingere casa. Facevo schifo! Ragazzi, ogni lavoro ha la sua divisa”.