Quanto accaduto assomiglia ad sequenza da film. Alessandro avrebbe detto numerose bugie anche in fase di interrogatorio, le quali hanno fatto stringere rapidamente il cerchio attorno al 30enne.
Bugie, e tante, che il 30enne avrebbe detto per almeno due anni e mezzo alla giovane. Pare che Giulia sapesse del tradimento almeno da gennaio scorso, mentre tra di loro le cose non andavano bene da due anni e mezzo, dal 2021 precisamente. Particolari questi che emergono dal verbale dell’interrogazione che i carabinieri di Senago hanno fatto alla sorella di Giulia.
Chiara pare non approvasse la relazione tra Alessandro e la sorella. Secondo chi indaga sarebbe stato proprio Alessandro a inviare dei messaggi dal telefono di Giulia dopo averle tolto la vita, messaggi che sono arrivati ad una amica e alla madre di Giulia. Testi in cui “Giulia” si diceva turbata in quanto aveva litigato nuovamente con il fidanzato e scoperto dettagli sulla relazione con l’altra ragazza.
L’Impagnatiello avrebbe cercato quindi depistare le indagini, facendo finta anche lui stesso di inviare messaggi a Giulia affermando che voleva che tornasse. Questo un messaggio inviato dall’indagato alla sua fidanzata quattro giorno averle tolto la vita. “Finiscila con questa storia e batti un colpo” – così avrebbe scritto Alessandro a Giulia in un maldestro, quanto assurdo tentativo di cercare di sviare le indagini sulle sua persona.
Nei giorni precedenti il delitto i due avevano litigato ancora, e in un messaggio Alessandro diceva a Giulia che per lui lei non era una buona madre se si fossero lasciati prima che il bimbo nascesse. Perché Giulia volesse lasciare ormai da diverso tempo quello che non considerava più il suo ragazzo.
La condotta di Alessandro successiva alle fasi dell’azione da lui commessa e appunto i maldestri tentativi di disfarsi del corpo (avrebbe tentato di bruciarlo due volte cercando informazioni sul web) hanno portato il gip della Procura di Milano a contestare l’aggravante dei futili motivi ma non la premeditazione.