Ieri, domenica 3 novembre, Pietro e Maria sono ritornati a casa, dopo quattro giorni in cui hanno fatto perdere le loro tracce, lasciando un bambino di sette mesi, frutto della loro unione, e un altro di sette anni, nato da una precedente relazione della donna, ai familiari.
Alle forze dell’ordine, avrebbero motivato la loro sparizione con queste parole: “Abbiamo fatto un breve viaggio, ora siamo stanchi”. Un viaggio, questo ciò che hanno detto ai carabinieri ma troppi sono i dubbi che attanagliano gli inquirenti. Per quale motivo lo hanno fatto? Per quale motivo, senza dire nulla, generando apprensione collettiva, hanno fatto perdere completamente le loro tracce?
Sono tantissimi i punti che chi indaga, dovrà ricostruire. Cosa si nasconde realmente dietro quel viaggio da cui, come se nulla fosse, sono rientrati? Sta alla Procura di Napoli effettuare gli opportuni accertamenti per capire cosa, realmente, abbia spinto i due sposi a rendersi irreperibili, dopo aver lasciato i bimbi dalla nonna.
Occorrerà capire se, dietro la loro irrintracciabilità, ci possano essere motivi ben più gravi che hanno taciuto ai familiari, agli amici, alle persone più strette. Sarà compito delle forze dell’ordine, attraverso il loro ascolto, ricostruire quei quattro giorni, analizzando i loro spostamenti.
Avevano in mente di raggiungere una determinata meta? Intanto è già partita la segnalazione di rito ai servizi sociali da parte del sindaco di Cesa. e i due sposi rischiano una denuncia per procurato allarme, ma molto dipenderà anche da quanto spiegheranno ai militari dell’arma. Dai primi accertamenti non sembrerebbe che i due abbiano problemi economici o abbiano ricevuto minacce o si siano messi in una brutta situazione, anche se solo loro possono conoscere i reali motivi dell’allontanamento che dovranno essere analizzati con cura da chi indaga.