In un angolo silenzioso della corsia, dove i rumori del mondo esterno sembrano svanire, la normalità di una famiglia si è interrotta bruscamente. Ciò che doveva essere l’inizio di una nuova vita si è trasformato, ora dopo ora, in un’attesa carica di un’ansia indescrivibile, mentre i monitor scandiscono un tempo che pare essersi fermato.Tra i corridoi dell’ospedale Monaldi, l’atmosfera si è fatta pesante, densa di interrogativi che cercano ancora una risposta definitiva.
Al centro di questo mistero clinico c’è un piccolo di soli due anni, il cui destino è rimasto appeso a un filo sottilissimo dal giorno in cui è entrato in sala operatoria per un intervento che avrebbe dovuto salvarlo.
L’evento, avvenuto poco prima di Natale, ha lasciato un segno indelebile non solo nella struttura sanitaria, ma nell’intera opinione pubblica. Un’operazione complessa, un organo arrivato da lontano e poi, all’improvviso, il colpo di scena che nessuno avrebbe mai voluto narrare: qualcosa non ha funzionato come previsto durante il delicato trasporto.

Il velo di speranza che avvolgeva il lettino del bambino ha iniziato a lacerarsi quando i medici si sono resi conto che l’organo ricevuto presentava una lesione insolita. Le temperature troppo rigide di un contenitore avrebbero compromesso irreparabilmente quel cuore, rendendo il gesto del dono un tragico paradosso.In questo scenario di grave criticità, ogni minuto conta e la tensione sale mentre si cerca di capire come un errore tanto banale quanto f*tale sia potuto accadere.
Mentre la magistratura muove i primi passi per fare luce sulle responsabilità, la l*tta per la sopravvivenza si sposta su un fronte ancora più estremo.Proprio quando le possibilità sembravano ridotte al lumicino, un nuovo, d*ammatico aggiornamento medico ha scosso l’intero reparto, rivelando una condizione clinica che cambia tutto e chiude quasi ogni porta. Nella pagina successiva tutti i dettagli.