
Le speranze per il piccolo Tommaso (nome di fantasia) sembrano ora scontarsi contro un muro invalicabile dopo l’ultimo bollettino medico. Oltre al danno cardiaco iniziale, si è aggiunto un quadro clinico de*vastante: una emorragia cerebrale e un’infezione diffusa che rendono impossibile, al momento, ipotizzare un secondo intervento chirurgico.
I medici dell’ospedale di Napoli monitorano costantemente il bambino, che da oltre 55 giorni si trova in uno stato di incoscienza indotta. La sua vita è sostenuta artificialmente dal macchinario Ecmo, una tecnologia che sostituisce le funzioni vitali ma che non può riparare i danni subiti dall’organo che è stato definito come “bruciato” dal ghiaccio secco.
Sul fronte giudiziario, la Procura di Napoli ha già iscritto sei persone nel registro degli indagati tra medici e sanitari delle equipe di Napoli e Bolzano. L’ipotesi di reato è quella di l*sioni colpose gravissime, mentre tre dirigenti medici sono stati cautelativamente sospesi dalle loro funzioni per accertare la dinamica del trasporto fallito.

La madre del piccolo, Patrizia, continua il suo presidio disperato fuori dal reparto, lanciando appelli affinché si possa trovare una soluzione alternativa, come un cuore artificiale. Tuttavia, gli esperti dell’Heart Team sono cauti: le attuali condizioni neurologiche e l’infezione in corso rappresentano ostacoli che la medicina moderna fatica a superare.
In questo momento di massima emergenza, l’ultima speranza resta legata a una possibile, miracolosa stabilizzazione che permetta ai chirurghi di intervenire nuovamente. Mentre le istituzioni indagano su ogni passaggio di quella tragica spedizione da Bolzano, il bambino di Nola resta il protagonista di una battaglia silenziosa contro un tempo che sembra ormai scaduto. “C’è stato un peggioramento generale“, conferma Carlo Pace Napoleone. Il bambino “nella notte” fra mercoledì 18 e giovedì 19 febbraio “ha avuto una crisi settica che ha ulteriormente destabilizzato l’emodinamica”.“E l’emorragia cerebrale è in corso: un intervento l’avrebbe potuta aggravare in modo irreversibile”. Così ha reso noto il medico, contattato dal quotidiano Il Messaggero