Sottomarino scomparso nell’oceano: cos’hanno trovato (2 / 2)

Titanic, chi sono i dispersi del sottomarino scomparso

Il sottomarino della OceanGate Expeditions al momento non si trova. Nell’oceano è in corso una corso contro il tempo per individuare e recuperare il sommergibile. Anche per i maggiori esperti mondiali di salvataggio in mare l’operazione oltre ad essere rischiosa, è anche molto difficile.

La mobilitazione è totale. Il sommergibile ha perso i contatti con la nave madre 1 ora e 45 minuti dopo essersi immerso per poter raggiungere il Titanic.

Il timore è che il mezzo abbia avuto un problema ai sistemi di propulsione, e che sia rimasto o incastrato nel relitto del Titanic e non è escluso che sia anche caduto in un canyon marino e quindi a profondità maggiori dei 4.000 metri.

Perché l'equipaggio del sottomarino scomparso rischia di rimanere senza ossigeno? | Ohga!

In questo senso la Francia ha inviato due speciali mezzi che possono immergersi fino a 6.000 metri di profondità per scandagliare il fondale e cercare il sottomarino, ma di quest’ultimo ancora nessuna traccia. E per gli esperti queste sono le ultime ore di ossigento per i 5 passeggeri a bordo del sommergibile.

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Si tratta del miliardario britannico Hamish Harding e il magnate pakistano Shahzada Dawood e suo figlio Suleman, anch’essi di cittadinanza britannica, oltre al Ceo dell’azienda, Stockton Rush, e l’operatore francese Paul-Henri Nargeolet. Nelle scorse un mezzo aereo ha individuato dei colpi provenire dalle profondità dell’oceano che hanno fatto pensare che le persone dentro al sottomarino siano ancora vive e che sarebbero proprio loro a inviare questi colpi ogni 30 minuti in segno di emergenza, così come previsto dal protocollo.

La Marina Militare degli Stati Uniti d’America ha riferito che gli esiti delle ricerche dopo l’individuazione di questi colpi hanno prodotto esiti negativi. Il tempo stringe, se finirà l’ossigeno i membri del sottomarino avrebbero pochissimi minuti, senza contare che potrebbe subentrare presto l’ipotermia a causa della bassissima temperatura dell’acqua a quelle profondità, dove non penetra neanche la luce del sole.