Sms in arrivo dall’Inps: ecco di cosa si tratta e cosa fare (2 / 2)

In questi mesi si è parlato molto di Assegno di inclusione, una rivisitazione del vecchio Reddito di cittadinanza da sempre osteggiato dal nuovo governo targato Giorgia Meloni. In queste settimane tantissimi italiani hanno presentato la domanda per ricevere questo importante sussidio, sottoscrivendo contestualmente il patto di attivazione digitale.

In questi giorni l’ente previdenziale sta inviando degli sms in cui comunica la disponibilità della carta e l’accredito del sussidio a circa 287.704 nuclei famigliari. Per chi ha sbrigato tutte le pratiche entro il 31 gennaio, è al via la seconda fase del pagamento della mensilità di gennaio dell’assegno di inclusione, che sarà caricato sulla Carta di inclusione il 15 febbraio. La mensilità di febbraio sarà erogata invece dal 27 del mese.

I beneficiari dell’assegno dovranno recarsi presso un ufficio postale per ritirare la Carta di inclusione. A quanto ammonta il sussidio? Il Reddito di inclusione sarà pari fino a 6mila euro l’anno, somma che sarà poi moltiplicata per il parametro corrispondente della scala di equivalenza sulla base dei componenti; l’importo minimo è pari a 480 euro.

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A tale somma si aggiunge anche l’eventuale contributo per l’affitto, massimo 280 euro mensili. Rispetto al Reddito di Cittadinanza, con questo nuovo tipo di sussidio si è ristretto il bacino dei beneficiari. 

In sostanza, l’Assegno di inclusione è stato ripensato soprattutto a beneficio di quei nuclei famigliari con componenti ‘fragili’: con disabilità; minorenne; con almeno 60 anni di età; in condizione di svantaggio e inserito in programma di cura e assistenza dei servizi socio sanitari territoriali certificato dalla pubblica amministrazione.