Immagiamo, per solo pochi istanti, che un padre, rientrando da lavoro, non desidera altro che abbracciare la sua figlioletta, di pochi mesi, riempendola di baci, coccole, attenzioni. Lui e sua moglie hanno desiderato a lungo mettere al mondo un figlio e, con grossa fatica, sono riusciti a coronare il loro sogno. Sappiamo perfettamente che non sempre quanto si desidera accade subito, anzi, sono in tante le coppie che non riescono, pur volendolo ardentemente, ad allargare la loro famiglia.
Al giorno d’oggi esistono altri rimedi, per fortuna, tra cui l’adozione o l’inseminazione ma si tratta di pratiche costose e lunghe. Tornando alla vicenda, il giovane padre, dopo un estenuante turno in fabbrica, rientrato a casa, si è avvicinato alla sua piccola, credendo che dormisse beatamente. Nel toccarla in volto, si è reso conto che aveva del sangue già indurito alle narici del nasino.
Improvvisamente, credendo che la piccola avesse avuto un malore, ha allertato i soccorsi. La segnalazione è stata lanciata alle 7:16 del mattino, dopo il turno di lavoro notturno dell’uomo e quando i sanitari sono sopraggiunti presso la sua abitazione, la neonata era già deceduta, peraltro da diverse ore.
Sul posto sono giunte le forze dell’ordine che hanno iniziato ad ascoltare tutti i testimoni, tra cui la nonna della bimba. E’ stata proprio lei, che si era rinchiusa in una stanza della casa, a confessare di aver tolto la vita alla nipotina e poi di aver tentato, con la stessa arma da taglio utilizzata nell’infanticidio, il gesto estremo. L’anziana donna, che avrebbe dovuto occuparsi della nipote, è stata trasportata ancora viva in ospedale, dopo essere stata rianimata dai sanitari.
Al momento la polizia giudiziaria si sta occupando del caso per appurare le cause che hanno portato a questa tragedia familiare, avvenuta negli Stati Uniti, ricostruendo, con dovizia di particolari, cosa è accaduto nelle ore immediatamente precedenti la triste vicenda che ha sconvolto tutta la comunità.