Sanremo, Vittorio Feltri spara a zero su Geolier. Fan furiosi: "È solo un p.. (2 / 2)

Non è la prima volta che Vittorio Feltri non si risparmia quando c’è da inveire contro il meridione. A finire sotto accusa sono ancora una volta i napoletani, rei a suo dire, di rispolverare il solito vittimismo quando non si accetta la sconfitta, in questo caso del pupillo partenopeo Geolier.

“Stavolta a piagnucolare sono i napoletani che, non accettando, per campanilismo, la sconfitta del proprio cantante preferito, tacciano gli organizzatori di essere disonesti, di avere barato, di avere truccato i numeri. E si dicono altresì vittime di discriminazione”, tuona dalle pagine di Libero Vittorio Feltri

Poi prosegue con una sorta di paternale contro chi non sa perdere: “Nulla è meno elegante dell’incapacità di perdere, incapacità che conduce a scagliarsi contro chiunque, a prendersela con chiunque, a cercare colpevoli, a scadere nel patetico vittimismo, che si può sintetizzare con questo pensiero: ‘Non ho perso perché altri sono piaciuti più di me bensì perché io sono il migliore e qualcuno ha cospirato contro di me'”.

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Quanto ai risultati del Festival, secondo Feltri in questo caso i napoletani sarebbero stati addirittura avvantaggiati, poichè è stata “ammessa in gara una canzone il cui testo risulta essere in dialetto tipico napoletano, dunque incomprensibile e inaccessibile alla stragrande maggioranza degli italiani”.

Quindi, riassumendo il Feltri pensiero, più che lamentarsi di essere usciti sconfitti a causa di una specie di complotto anti-meridionale, bisognerebbe essere già soddisfatti che un cantante neomelodico sia stato ammesso in gara. Inutile dire che queste affermazioni hanno scatenato ancora di più il popolo napoletano, offeso da queste ennesime accuse di Feltri.