Sotto le luci abbaglianti di un Ariston che non sembra conoscere riposo, l’atmosfera della seconda serata si è tinta di un’attesa quasi elettrica. Il rito collettivo della canzone italiana ha riacceso i motori, cercando di confermare quel legame profondo che unisce il pubblico al piccolo schermo in una settimana che ferma il Paese.
Nonostante il clima di festa, un sottile velo di incertezza aleggiava tra le poltrone rosse della platea. Dopo l’esordio scoppiettante, la sfida era mantenere alta l’asticella dell’attenzione, trasformando ogni singola esibizione in un evento capace di bucare il video e dominare le conversazioni social.
Tra i corridoi del teatro, il fermento per i dati auditel si mescolava all’adrenalina dei protagonisti. C’era la consapevolezza che ogni nota e ogni parola potessero spostare l’ago della bilancia in una competizione serrata, dove il gradimento popolare pesa quanto il giudizio tecnico.

All’improvviso, il silenzio della sala è stato interrotto dalle prime note, dando il via a una carrellata di artisti pronti a tutto. Eppure, mentre la musica scorreva fluida, l’attenzione dei vertici Rai era già rivolta ai numeri freddi che avrebbero decretato il successo o il rallentamento di questa edizione.In un panorama televisivo sempre più frammentato, la resistenza del Festival appare quasi come un miracolo mediatico.
Ma proprio quando tutto sembrava procedere secondo i piani prestabiliti, i primi riscontri hanno iniziato a delineare un quadro che nessuno si aspettava di leggere con tale nitidezza.Il verdetto della serata ha infatti svelato una realtà complessa, fatta di conferme solide ma anche di un distacco evidente rispetto ai trionfi del passato più recente. Nella prossima pagina tutti i dettagli.