Sandra Milo, le sue ultime parole prima del decesso (2 / 2)

Sandra Milo se n’è andata e oggi, proprio nel giorno in cui il mondo del cinema è paralizzato dalla notizia del suo decesso, Vanity Fair ha deciso di riprodurre l’ultima intervista  che la diva ha rilasciato per essa il 25 agosto 2021. A quei tempi, era a teatro con Ostriche e caffè americano, lo spettacolo teatrale che l’ha vista, a 88 anni e mezzo.

Si è sempre definitiva una donna fieramente libera che non ha mai avuto tabù e che in questi anni ha parlato con disinvoltura di tutto, dal sesso ai soldi, fregandosene dei giudizi.  Ha iniziato a lavorare a 12 anni, è incuriosita dal mondo, dall’interagire con la gente, con cui avere uno scambio di energie.

Ama la non ingerenza nella sferra privata, non ama le menzogne,  ritenendo che sia meglio una brutta verità che una bella bugia, a meno che non sia un regalo a chi è ammalato. Una donna dalla memoria impressionante, a teatro, con i giovani. La Milo, nell’intervista a Vanity Fair, ha dichiarato: “Gran parte di questa energia dipende dalla volontà di essere al meglio e di non pensare al tempo che passa, che tanto passa comunque. Ogni festa di compleanno per me è una festa straordinaria, ogni anno mi compro un vestito nuovo e mi faccio la torta anche se sono da sola: se non c’era quel giorno, io non nascevo. È così bello esserci. Il tempo che passa per qualcuno è una mancanza, per me è una conquista. La vita è un cambiamento continuo. Da bambina il telefono non ce l’aveva nessuno e, ora, noi parliamo al cellulare”.

Un malore improvviso per Belen Rodriguez: come l’hanno trovata in casa Un malore improvviso per Belen Rodriguez: come l’hanno trovata in casa

Attivissima sui social, odia la presunzione umana di poter cambiare la natura, lasciandosi andare a delle riflessioni sull’Aldilà che oggi suonano davvero molto forti: “Prima si moriva molto prima, adesso l’Italia è piena di centenari, la giovinezza si è allungata”. Ma  è  una confessione più di tutte a spiazzare. “Vorrei che morissero prima i miei figli di me perché non vorrei che avessero quel timore. Sono profondamente religiosa, ma non credo nell’inferno, mi dispiace per il signor Dante Alighieri”.  Credeva in Dio, che non condannerebbe mai i suoi figli a delle punizioni tremende perché li ama, ed è certo che ci avrebbe accolti tutti.

Su Dio diceva: ” Tutti noi abbiamo una scintilla divina e, se si attenua, è perché è avvenuto qualcosa che l’ha danneggiata. Dio questo lo capisce”.   Della madre ricorda un prezioso insegnamento, che ha continuato a mettere in atto sempre:  “mi diceva che, quando sarei andata a trovare il Signore nella sua casa, mi sarei sempre dovuta presentare in ordine, ben vestita. Lo avrei dovuto onorare anche così. È una cosa che ho sempre seguito nella mia vita, ancora oggi cerco di truccarmi per rispetto alle persone che vado a trovare: è capitato che mi truccassi alle 6 per vedere qualcuno alle 9.Un po’ mi annoia, anche perché il trucco che metto io è sempre lo stesso, non è mai cambiato. Penso spesso alle persone trascurate, ai ragazzi con la barba non fatta e i capelli non puliti: capisco che rispecchi i tempi, ma forse un po’ più di attenzione, non tanto per sé stessi ma per gli altri, non guasterebbe. Presentarsi nel proprio aspetto migliore è una forma di rispetto per gli altri”.