Sandra Milo è stata un esempio indiscusso di coerenza, oltre che una delle donne più rappresentative del nostro cinema, quello di una volta, quello cui bisognerebbe, forse, tornare. Si è spenta, a quasi 91 anni, nelle mura della sua abitazione, circondata dall’affetto dei suoi tre figli e dei suoi due cani.
Desiderava questo e così è accaduto. I suoi occhi si sono chiusi per sempre nel letto della sua casa, ieri mattina. Nel suo viaggio, Sandrocchia, come Fellini la chiamava, si è portata una parola che occorrerebbe applicare più spesso, tutti i giorni: la coerenza, per l’appunto, in quanto non si è smentita nemmeno prima di esalare il suo ultimo respiro.
Parlare di lei oggi, giorno in cui il mondo del piccolo e grande schermo ne piange la scomparsa, è un colpo al cuore e ci si affida agli aneddoti di chi, più di tutti, la conosceva, l’ha amata. Quelli restano e tutti possiamo, a mezzo stampa o televisivo, venirne a conoscenza, in modo da sorridere, come lei stessa faceva.
Ci ha dato una lezione di vita: il sorriso prima di tutto, perché con esso si affrontano anche i periodi peggiori, i più bui, quelli in cui ogni speranza sembra ormai vana.
L’ultimo desiderio di Sandra Milo è stato esaudito. Vediamo insieme cosa desiderava la musa ispiratrice di Fellini, nella seconda pagina del nostro articolo, poiché sono parole che lasciano il segno, forti, pungenti, in questo giorno così triste per l’Italia intera.