Sabrina Misseri e Cosima, la tremenda notizia dal carcere (2 / 2)

Cosima Serrano e Sabrina Misseri, condannate all’ergastolo per il delitto di Sarah Scazzi, condividono una cella nel penitenziario di Taranto. Le due donne partecipano ad attività interne, tra cui corsi di sartoria e arte. Sabrina, inoltre, sta studiando per ottenere la qualifica di operatore socio-sanitario, dimostrando il suo impegno nel costruire un percorso formativo nonostante la pena inflitta.

Diversa è la situazione di Michele Misseri, zio di Sarah, che ha scontato la pena per l’occultamento del corpo e inquinamento delle prove ed è ora in libertà. Misseri continua a dichiararsi l’unico colpevole del delitto, nonostante le sentenze che hanno attribuito il delitto a sua figlia Sabrina e a sua moglie Cosima.

La sentenza definitiva della Cassazione era stata emessa nel febbraio 2017. Tuttavia, i legali delle due colpevoli avevano tentato un’ultima possibilità: il ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Nel 2018, dopo una prima analisi sul caso, la CEDU aveva dichiarato il ricorso meritevole di essere vagliato in un’udienza successiva.

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Oggi, a distanza di quasi 7 anni da quel pronunciamento, il caso legale può dirsi ufficialmente chiuso. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dai legali di Sabrina e Cosima. La decisione ha messo definitivamente fine alla vicenda giudiziaria, confermando l’ergastolo per le due donne.

Il delitto di Sarah Scazzi, avvenuto il 26 agosto 2010 ad Avetrana, rimane uno dei casi di cronaca nera più discussi in Italia. Sarah, appena quindicenne, fu eliminata in un contesto familiare che ha suscitato sgomento e indignazione nell’opinione pubblica. La vicenda ha portato alla luce dinamiche complesse all’interno della famiglia Misseri.