Rossella Cominotti, l’esito dell’autopsia poco fa (2 / 2)

Si è svolta l’autopsia sul corpo della 53enne Rossella Cominotti per far luce sulle cause del decesso della donna. L’esame autoptico, condotto presso l’obitorio dell’ospedale Sant’Andrea, ha fatto emergere una verità agghiacciante. E’ certo che a donna sia deceduta per dissanguamento, dopo che il marito Alfredo Zucchi le ha reciso la vena del polso destro con un rasoio per parrucchiere.

Sin da quanto un’addetta alle pulizie ha fatto la macabra scoperta del corpo senza vita di Rossella, nella stanza dell’hotel “Antica locanda Luigina” a Mattarana, in provincia di La Spezia,   lo scenario che ruotava attorno  al giallo della Cominotti si è andato infittendo di dettagli sempre più inquietanti, molti dei quali in corso d’esamina, altri fugati proprio dopo l’esame svoltosi ieri.

Il corpo di Rossella ha parlato, per cui si è escluso che il decesso sia stato determinato dal taglio alla gola infertole dal marito, trattandosi di un taglio superficiale, confermando la versione fornita da Alfredo Zenucchi alla pm Elisa Loris e al giudice per le indagini preliminari che ha confermato il suo arresto.

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Il marito aveva raccontato che i due volevano togliersi la vita insieme ma che lui non è riuscito a compiere il gesto estremo. Sulla salma nessun segno di tentativo di difesa da parte della donna, sebbene debbano essere risolti molti altri interrogativi. Gli esami tossicologici ci diranno se la Cominotti abbia fatto uso o meno di sostanze stupefacenti.

Il dubbio è sorto dopo il rinvenimento di diverse siringhe all’interno della stanza dell’hotel in cui la donna è stata rinvenuta priva di vita, oltre a tracce di stupefacenti che Alfredo usava, dopo un lungo periodo di dipendenza.  Restano da capire a cosa siano dovute le ferite di Zenucchi su collo e braccia. Proseguono le indagini volte ad accertare le condizioni economiche della coppia, in modo da capire se, magari gravati da problematiche finanziarie, possano aver preso la decisione di togliersi la vita. Altro dubbio verte sulla lettera di addio ritrovata, sulla quale la perizia calligrafica fornirà risposte riguardo a chi l’ha scritta e, soprattutto, se per davvero con essa sia stata espressa dalla coppia la volontà di farla finita.