Pullman precipitato a Mestre: l’ultimo post dell’autista poco prima dello schianto (1 / 2)

Pullman precipitato a Mestre: l’ultimo post dell’autista poco prima dello schianto

 

Disperazione, lacrime, sgomento e incredulità. Sono questi i sentimenti che ancora oggi, a due giorno dal disastro di Mestre, aleggiano non solo nella città di Venezia ma in tutta Italia. C’è ancora commozione dinanzi alle immagini del bus precipitato da una sopraelevata in via dell’Elettricità nella sera del 3 ottobre.

In queste ore gli inquirenti stanno cercando di capire che cosa possa essere successo. Erano circa le 19:30 quando il bus, che trasportava numerosi turisti di varie nazionalità, ha improvvisamente colpito la barriera di protezione cadendo nel vuoto. Un volo di 10 metri che non ha lasciato scampo a 21 delle 36 persone a bordo.

Tra le persone scomparse anche dei minori. I feriti, alcuni dei quali in condizioni giudicate critiche, sono stati trasportati negli ospedali della zona. Immediatamente la Regione Veneto ha fatto scattare il protocollo di emergenza, con tutti gli ospedali che sono stati costretti a richiamare anche il personale che non era in servizio.

Una situazione straordinaria di emergenza come ormai non se ne vedevano da tempo nel nostro Paese. Sconcerti anche il sindaco di Venezia e il presidente della Regione Vento, Luca Zaia. Le autorità hanno seguito e stanno seguendo tutt’oggi tutti i particolari della vicenda.

Hanno colpito molto anche le immagini del patriarca di Venezia che prega sul luogo del sinistro. Qualcosa che davvero nessuno si sarebbe mai aspettato e che ha davvero colpito nel profondo la pubblica opinione.

A perdere la vita nel sinistro anche l’autista, il 40enne Alberto Rizzotto, che aveva cominciato il suo servizio da 90 minuti. Le sue parole prima del sinistro sono molto importanti, andiamole a vedere nella prossima pagina del nostro articolo.